Il 1° ottobre si è ufficialmente chiuso il periodo utile per presentare i film nella categoria Miglior Lungometraggio Internazionale agli Oscar 2025 (98ª edizione degli Academy Awards). Ma la corsa alla statuetta è appena iniziata: ecco come funziona il percorso che porterà cinque titoli a contendersi uno dei premi più ambiti del cinema mondiale.
Una categoria sempre più globale
Negli ultimi anni, la categoria per il Miglior Film Internazionale è diventata una delle più vivaci e seguite dell’intera stagione degli Oscar. L’impulso è stato dato dal successo storico di Parasite nel 2020, ma anche da titoli come Niente di nuovo sul fronte occidentale o Drive My Car, che hanno dimostrato come il cinema d’autore internazionale possa competere alla pari con le grandi produzioni hollywoodiane.
Nel 2025, 91 Paesi hanno già confermato la propria candidatura, ma il numero potrebbe ancora salire leggermente, visto che alcune nazioni annunciano con ritardo.
Le scadenze chiave verso la nomination
La corsa al Miglior Film Internazionale segue un calendario preciso, scandito da revisioni, shortlist e votazioni:
| Fase | Data |
|---|---|
| Chiusura candidature | 1° ottobre 2025 |
| Fine voto preliminare | 12 dicembre 2025 (ore 17:00 PT) |
| Annuncio shortlist (15 film) | 16 dicembre 2025 |
| Annuncio nomination ufficiali (5 film) | 22 gennaio 2026 |
| Cerimonia degli Oscar | 15 marzo 2026 |
Tra ottobre e dicembre, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS) esamina tutti i film candidati per verificare la loro idoneità. Solo dopo questo processo, si potrà avere una shortlist ufficiale di 15 titoli.
Le regole per qualificarsi
Per entrare in gara nella categoria Miglior Film Internazionale, un’opera deve soddisfare alcuni criteri fondamentali:
- Deve essere prodotta al di fuori degli Stati Uniti
- Deve contenere almeno il 51% dei dialoghi in una lingua diversa dall’inglese
- Deve essere stata proiettata nei cinema del Paese d’origine per almeno 7 giorni consecutivi, tra il 1º ottobre 2024 e il 30 settembre 2025
Queste regole restano ferme da anni, ma il concetto stesso di “film internazionale” sta cambiando, grazie alla crescente influenza delle piattaforme globali come Netflix, MUBI e Neon, che distribuiscono in tutto il mondo storie locali con risonanza universale.
I primi favoriti: da Jafar Panahi a Kaouther Ben Hania
Anche se l’elenco finale è ancora in evoluzione, alcuni titoli si stanno già imponendo come favoriti della stagione. Tra i più discussi:
- Francia – It Was Just an Accident di Jafar Panahi: un dramma post-carcerario vincitore della Palma d’Oro
- Norvegia – Sentimental Value di Joachim Trier, che torna ai toni intimi de La persona peggiore del mondo
- Tunisia – The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, un dramma ispirato a eventi reali nella Striscia di Gaza
- Madagascar – Disco Afrika: A Malagasy Story, tra i più recenti a candidarsi
- Arabia Saudita – Hijra
- Regno Unito – My Father’s Shadow
- Uganda – Kimote, annunciato poco dopo la scadenza ufficiale
Con questi e altri titoli provenienti da Africa, Asia, Europa e Medio Oriente, la competizione si preannuncia ricca e imprevedibile.
Il lavoro dietro le quinte: festival, Q&A e promozione
Dopo la candidatura, inizia la fase più intensa: quella della campagna di visibilità. In queste settimane, i team di produzione e i distributori organizzano:
- Proiezioni private per i membri dell’Academy
- Sessioni Q&A con registi e cast
- Partecipazioni ai festival internazionali
- Pubblicazioni su riviste e blog di settore
Tutto questo per aumentare le chance di entrare nella shortlist e poi nelle nomination ufficiali.
La categoria Miglior Film Internazionale non è più una nicchia. Riflette un mondo in cui le storie superano i confini, mescolando estetiche locali con narrazioni globali. I film selezionati parlano di terra, identità, conflitto, memoria, ma anche di amore, resistenza e speranza.