Nuestra Tierra di Lucrecia Martel vince al London Film Festival 2025: la Biennale di Venezia celebra tre successi internazionali.

Tre opere premiate nate dal cuore della Biennale Cinema 2025

Il BFI London Film Festival 2025 ha incoronato tre film presentati alla 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, dimostrando ancora una volta come la kermesse veneziana sia un trampolino di lancio per il miglior cinema d’autore internazionale.

A vincere il prestigioso premio come Miglior Film è stato il documentario Nuestra Tierra di Lucrecia Martel, presentato Fuori Concorso a Venezia. Altri due riconoscimenti di rilievo sono andati a:

  • One Woman One Bra di Vincho Nchogu (Kenya/Nigeria), vincitore del Sutherland Award per la miglior opera prima
  • Coyotes di Said Zagha (Palestina/Francia/Giordania/UK), premiato come miglior cortometraggio

La Biennale di Venezia ha espresso vive congratulazioni ai tre registi per questi importanti traguardi.

Nuestra Tierra: la memoria e la terra secondo Lucrecia Martel

Nuestra Tierra, coproduzione tra Argentina, USA, Messico, Francia, Paesi Bassi e Danimarca, affronta il tema del territorio negato alla comunità Chuschagasta. Il documentario parte dal processo del 2018 agli assassini di Javier Chocobar, ucciso nel 2009, per raccontare una storia di resistenza che abbraccia secoli.

Attraverso archivi fotografici, testimonianze e la voce della comunità, Lucrecia Martel costruisce un affresco intimo e politico che smaschera i meccanismi di razzismo burocratico e la violenza insita nei documenti ufficiali.

“Un documento storico è una sceneggiatura per una scena inesistente”, dichiara Martel. “Il cinema può essere utile in questo: è il mio desiderio più profondo.”

La potenza del linguaggio cinematografico diventa così uno strumento di denuncia, memoria e restituzione identitaria.

One Woman One Bra: il diritto alla terra e l’identità femminile secondo Vincho Nchogu

One Woman One Bra, opera prima della regista Vincho Nchogu, è ambientato nel villaggio africano di Sayit, dove, dopo secoli, gli abitanti ricevono per la prima volta i titoli di proprietà delle loro terre. Ma non per tutti è una buona notizia.

La protagonista, Star, 38 anni, rischia di perdere la casa. Sola, senza famiglia né figli, si trova a combattere per il riconoscimento sociale e giuridico in un mondo che la esclude.

“Il film esplora le tensioni tra ambizione personale, rivendicazione culturale e dilemmi etici”, ha affermato Nchogu. “Sono grata al Biennale College Cinema per avermi permesso di raccontare questa storia.”

Un’opera che affronta con intensità i temi di femminismo, identità e giustizia sociale, attraverso una narrazione poetica e concreta.

Coyotes: umanità in trappola nella Cisgiordania raccontata da Said Zagha

Il corto Coyotes di Said Zagha, premiato come miglior cortometraggio al BFI London Film Festival, è un racconto potente e minimale. Una chirurga palestinese, di ritorno a casa dopo un turno di notte, percorre una strada isolata della Cisgiordania, ignara che quel tragitto cambierà per sempre la sua vita.

“Coyotes nasce da storie vere e da una domanda urgente: cosa succede quando la nostra umanità viene spinta in una gabbia?” – afferma Zagha.

Girato tra tensioni invisibili e silenzi assordanti, il film è un’ode alla resilienza quotidiana, all’identità oppressa e alla forza delle scelte impossibili.

Biennale College Cinema: un laboratorio per le voci del futuro

I successi al BFI London Film Festival 2025 confermano l’eccellenza del Biennale College Cinema, giunto alla sua 14ª edizione con 41 lungometraggi prodotti dal 2012. Iniziativa della Biennale di Venezia, è sostenuta dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema, con il supporto di Chanel, e realizzata in collaborazione con Gotham Film & Media Institute e TorinoFilmLab.

Alberto Barbera è il direttore della Mostra, mentre Savina Neirotti guida il programma Biennale College Cinema.