In un mondo sempre più connesso, attraversato da migrazioni, tensioni culturali e nuove forme di appartenenza, anche la religione cambia volto. È questo il cuore del libro Le religioni nel mondo globale, scritto da Franco Garelli e Stefania Palmisano, due tra i massimi sociologi della religione in Italia. Pubblicato da Il Mulino nel 2025, il volume si propone come una guida essenziale per capire come stanno evolvendo le fedi nel XXI secolo.

Il volume, che si impone già come un punto di riferimento nel campo della sociologia della religione, analizza il panorama globale delle fedi, con particolare attenzione al cristianesimo, alla crescita dell’Islam, alla secolarizzazione e alle nuove forme di spiritualità.

Il cristianesimo oggi: una religione sempre più globale (ma meno europea)

Se c’è una religione che illustra bene i cambiamenti in atto, è proprio il cristianesimo. Diffuso in tutti i continenti, oggi il cristianesimo non è più “occidentale”, ma si presenta come una fede planetaria, con poli geografici in profondo mutamento.

Secondo dati recenti del Pew Research Center (2025), i cristiani nel mondo si distribuiscono in questo modo:

  • Africa subsahariana: 31%
  • America Latina: 24%
  • Europa: 22%
  • Nord America: 10%
  • Asia-Pacifico: 12%
  • Medio Oriente: meno dell’1%

Tradotte in cifre assolute, significa che ci sono 697 milioni di cristiani in Africa, 547 milioni in Sud America, 505 milioni in Europa, 238 milioni nel Nord America, 269 milioni in Asia-Pacifico e appena 13 milioni in Medio Oriente, la terra dove il cristianesimo è nato.

Un dato sorprendente? Forse no, se consideriamo che il baricentro del cristianesimo si è spostato verso il Sud del mondo. Nel 1910, due terzi dei cristiani vivevano in Europa. Oggi è l’opposto: la crescita demografica dell’Africa e dell’America Latina, unita alla vivacità delle Chiese locali, sta riscrivendo la geografia della fede.

“Nell’arco di un secolo – scrivono gli autori – il centro di gravità del cristianesimo si è spostato dall’Europa al mondo emergente.

Le cifre parlano chiaro: il Sud del mondo è il futuro del cristianesimo

A trainare questa trasformazione sono soprattutto i Paesi africani e latinoamericani, dove le Chiese – spesso giovani, carismatiche e missionarie – attirano milioni di nuovi fedeli. Solo in Africa subsahariana, si prevede che entro il 2050 vivranno oltre un miliardo di cristiani, ovvero più di un terzo di tutti i cristiani nel mondo.

Questa espansione si deve a due fattori principali:

  1. L’alta natalità nei Paesi del Sud globale, che fa aumentare naturalmente anche i numeri dei fedeli.
  2. La vitalità delle Chiese cristiane in queste aree, molto più attive sul piano comunitario, sociale e missionario rispetto a quelle europee, spesso più “spente” e in declino.

Intanto, l’Europa perde terreno: secondo le stime, nel 2050 potrebbe contare 100 milioni di cristiani in meno rispetto a oggi. Un vero “inverno demografico” anche per la fede.

Chi sono i grandi Paesi cristiani?

Nonostante l’arretramento europeo, il cristianesimo resta la religione con più fedeli al mondo. I Paesi con il maggior numero di cristiani sono:

  • Stati Uniti: 217 milioni
  • Brasile: 168 milioni
  • Messico: 113 milioni
  • Russia: 102 milioni
  • Nigeria, Congo, Filippine: tra 90 e 100 milioni
  • Etiopia: 73 milioni

Questi dati rivelano un cristianesimo sempre meno “europeo” e sempre più “globale”, con nuove sfide culturali, teologiche e politiche. La matrice cristiana si ritrova anche in numerose Chiese minori e sette (tra cui i mormoni e i Testimoni di Geova)

Tra ecumenismo e concorrenza religiosa

Il libro affronta anche un tema spesso sottovalutato: i rapporti interni al cristianesimo. Oggi i cattolici (1,3 miliardi), i protestanti (600 milioni) e gli ortodossi (300 milioni) convivono in un clima relativamente più disteso rispetto al passato, grazie al lavoro ecumenico del XX secolo. Tuttavia, nel mondo pluralista di oggi, le identità confessionali tendono a riaffermarsi, a volte anche in contrasto tra loro.

A questo si aggiunge la crescita delle Chiese evangeliche e pentecostali, nate nel protestantesimo nordamericano ma ormai dominanti in molte regioni dell’Africa e dell’America Latina. Si tratta spesso di Chiese molto attive, radicate nei territori, con liturgie carismatiche e una forte spinta missionaria.

Anche nel cattolicesimo e nell’ortodossia sono nate forme di rinnovamento spirituale simili, segno di una religiosità che si reinventa di fronte alla sfida globale.

Il Medio Oriente: culla del cristianesimo, terra di diaspora

Il caso del Medio Oriente è emblematico. Qui il cristianesimo è nato, ma oggi è quasi scomparso. Dall’inizio del Novecento a oggi, la presenza cristiana è passata dal 20% a meno del 3%. Le cause principali? L’emigrazione, ma soprattutto l’ascesa di un Islam radicale che rende difficile la convivenza religiosa. Tuttavia, le radici cristiane restano forti e rappresentano una parte importante della memoria culturale della regione.

L’ebraismo: una fede, un popolo, un destino diasporico

Nel libro Le religioni nel mondo globale, Franco Garelli e Stefania Palmisano offrono una lettura profonda dell’ebraismo, presentandolo come molto più di una semplice religione. L’ebraismo è descritto come una civiltà millenaria che nasce dal rapporto tra un popolo e il suo Dio, Jahvè, che libera gli ebrei dalla schiavitù d’Egitto e li conduce verso la Terra promessa. La Torah è il testo sacro che guida spiritualmente e culturalmente questa comunità. La lunga diaspora ebraica, iniziata dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C., ha segnato la storia di questo popolo, costretto per secoli a vivere in terre straniere ma capace di preservare la propria identità. Dal ghetto alla Shoah, passando per le espulsioni medievali e il sogno di Israele, l’ebraismo si rivela nel libro come un’identità resistente, capace di coniugare memoria, fede e sopravvivenza culturale in un mondo sempre più globalizzato e plurale.

Una religione che cambia senza scomparire

Il messaggio chiave di Le religioni nel mondo globale è chiaro: la religione è viva, ma non dove (e come) pensavamo. Il cristianesimo, in particolare, non sta morendo: si sta spostando, si sta trasformando, e sta rinascendo in contesti nuovi.

Per capire il presente (e il futuro) delle religioni, serve uno sguardo attento, capace di andare oltre le apparenze e leggere le dinamiche profonde in corso. Garelli e Palmisano ci offrono esattamente questo: una bussola per orientarci nel mondo delle fedi globali. Un libro assolutamente da leggere.

Titolo: Le religioni nel mondo globale

Autori: Franco Garelli, Stefania Palmisano

Editore: Il Mulino, collana Le vie della civiltà

Anno di pubblicazione / uscita: 2025; data effettiva dal 19 settembre.

Pagine: circa 388‑392

è disponibile in formato cartaceo al prezzo di 28,50 € (sconto del 5% sul prezzo di copertina di 30,00 €) presso Feltrinelli. È acquistabile anche su Libraccio, sempre al prezzo di 30,00 € con spedizione gratuita in Italia.