Genio, sregolatezza, anarchia e una vena di anti-woke che sembra far parte del DNA del Torino Film Festival. La conferenza stampa con Terry Gilliam, regista, sceneggiatore, animatore e mente visionaria dei Monty Python, non poteva essere diversa: vivace, ironica, politicamente scorretta e profondamente personale.

Gilliam, 85 anni, nato negli Stati Uniti ma trasferitosi in Inghilterra negli anni Sessanta, è stato l’unico membro dei Monty Python ad aver sviluppato una carriera registica autonoma. Da Holy Grail (1975) a Time Bandits, da Brazil a Twelve Monkeys, fino all’epica e travagliata realizzazione di The Man Who Killed Don Quixote nel 2018, la sua filmografia è un susseguirsi di visioni barocche e produzioni complesse.

“Oggi i Monty Python verrebbero bocciati”

Gilliam non manca di toccare temi sensibili, soprattutto quelli legati al politicamente corretto.
“In Germania, mentre promuovevamo The Man Who Killed Don Quixote, ci dissero che oggi la BBC non permetterebbe mai un programma con sei bianchi maschi adulti protagonisti. Doveva esserci diversità. Come uomo bianco sono stanco di essere accusato di tutto ciò che accade nel mondo”, afferma il regista.

Poi incalza:
“Che cosa avremmo dovuto fare? Assumere una donna, di colore e omosessuale. Quando non si riconosce più la differenza tra umorismo e odio, siamo nei guai. Viviamo da anni in una visione limitata del mondo, speriamo cambi”.

Trump, la satira e un mondo capovolto

Non manca un affondo contro la politica americana:
“Donald Trump ha capovolto il mondo. Fare satira oggi, nel mondo che Trump ha creato, è molto più difficile. Ma sono sicuro che alla fine porterà la pace: tutti avranno tempo di andare al cinema e le sale si riempiranno, sia a Gaza che a Kiev”, commenta con la sua tipica ironia tagliente.

Il nuovo film: l’Apocalisse secondo Gilliam e un possibile Satana interpretato da Johnny Depp

Il regista parla poi del progetto a cui sta lavorando: “Carnival: At the End of Days”, un racconto apocalittico in cui Dio decide di distruggere l’umanità per aver deturpato il creato.
A interpretare Satana dovrebbe essere Johnny Depp:
“Johnny ha detto che lo avrebbe fatto per me, se avessi trovato i soldi per girare il film. Sui finanziamenti stiamo ancora lavorando, ma io ho molta pazienza”.

Gilliam esclude però l’Italia come location:
“Non lo gireremo in Italia, non sarà un film della Meloni. Il tax credit è sceso dal 40% al 30%. Ero entusiasta di Cinecittà, ma con queste regole non succederà mai”.

E rilancia con sarcasmo:
“Ma non preoccupatevi: avrete Mel Gibson che girerà a Matera e Roma con un Cristo come non l’avete mai visto, un Cristo che prende a calci le persone”.

Il ricordo di Brazil a quarant’anni dall’uscita

Il regista, che ha ricevuto la Stella della Mole e ha portato a Torino Paura e delirio a Las Vegas, dedica un pensiero al quarantennale del suo capolavoro Brazil:
“Quando fai un film a quarant’anni dai il meglio. Avevo scritto un centinaio di pagine, poi ho incontrato Tom Stoppard e abbiamo finito il lavoro. Durante il tour il pubblico si dimezzava nell’intervallo, molti allora non lo amavano. Ma Brazil oggi continua ad andare: quei posti vuoti me li sono dimenticati”.