Viggo Mortensen è stato ospite al Cinema Troisi di Roma, nell’ambito della serie di incontri organizzati in occasione dell’Udienza del Papa con il mondo del cinema.
Per l’occasione, l’attore ha scelto di introdurre Una giornata particolare di Ettore Scola, uno dei capolavori del cinema italiano.

Mortensen ha spiegato la sua scelta:
“Ho scelto Una giornata particolare perché è scritto e realizzato con finezza e grande attenzione ai dettagli, con splendide interpretazioni di Sophia Loren e Marcello Mastroianni. E anche perché il film solleva molti interrogativi su come un’intera nazione possa rinunciare all’istinto che resiste alla violazione dei diritti umani fondamentali”.

Mortensen: “Il patriottismo si confonde con il nazionalismo”

Nel suo intervento, l’attore statunitense ha lanciato un monito sulla tenuta democratica dei Paesi occidentali.
Secondo Mortensen, il film di Scola resta di straordinaria attualità:

“Ci chiede come noi, come esseri umani, possiamo dimenticare che la discriminazione di un gruppo è pericolosa per tutti. Il patriottismo si confonde con il nazionalismo, e la pressione al conformismo – generata dalla paura fisica ed economica – consente l’ascesa di un nazionalismo brutale che elimina i concetti di compassione e rispetto”.

Un parallelo netto tra l’Italia del 1938 e l’Europa e gli Stati Uniti di oggi.

Un film riscoperto durante il lockdown

Mortensen ha raccontato anche il suo legame personale con l’opera di Scola:
“Ho visto questo film per la prima volta quasi 50 anni fa: mi commosse allora e di nuovo durante il lockdown di cinque anni fa. Riguardandolo, ho ritrovato un messaggio potentissimo e un parallelismo evidente con le sfide democratiche contemporanee”.

L’interprete de Il Signore degli Anelli e La promessa dell’assassino ha sottolineato come la critica ai regimi autoritari contenuta nel film continui a essere rilevante.

“I segnali d’allarme del fascismo sono ancora riconoscibili oggi”

L’attore ha evidenziato come Una giornata particolare mostri con chiarezza i sintomi di una società in cui la libertà individuale viene soffocata:

“Nel film vediamo i segnali d’allarme di un’autocrazia fascista sempre più brutale, già evidente 87 anni fa. E ci chiediamo perché così pochi si siano schierati a favore degli ideali democratici. È una domanda che dobbiamo porci anche oggi”.

Il ruolo delle arti secondo Mortensen e il messaggio del Papa

Mortensen ha infine richiamato le parole del Papa sul ruolo delle arti nel promuovere speranza e responsabilità civile:

“Il Papa e il Vaticano parlano di speranza quando si riferiscono al cinema. Un sincero interesse per la cultura può aiutarci a condividere buoni modelli di interazione e a dare priorità alla compassione e alla curiosità, invece che alla crudeltà e al pregiudizio”.

Un invito a considerare il cinema non solo come intrattenimento, ma come strumento per comprendere il presente e difendere la democrazia.