Raffaella Di Marzio Direttrice del Centro Studi LIREC, ha pubblicato sul un approfondimento dedicato al Rapporto USCIRF 2025, il documento annuale della United States Commission on International Religious Freedom che analizza lo stato della libertà di religione e di credo nel mondo. Il Rapporto offre un quadro ampio e dettagliato delle persecuzioni religiose in atto, delle responsabilità statali e non statali e delle nuove forme di repressione che superano i confini nazionali.

L’USCIRF è una commissione federale statunitense indipendente e bipartisan, istituita nel 1998 con l’International Religious Freedom Act (IRFA). I suoi membri sono nominati dal Presidente degli Stati Uniti e dai leader del Congresso di entrambi i partiti, con il compito di monitorare, documentare e segnalare violazioni gravi e sistematiche della libertà religiosa a livello globale.

Uno sguardo al Rapporto USCIRF 2025

Il Rapporto conferma l’elenco dei Countries of Particular Concern (CPC), ossia quei Paesi in cui la libertà religiosa è violata in modo sistematico, continuo e gravissimo. Nel 2025 figurano, tra gli altri, Afghanistan, Birmania, Cina, Eritrea, India, Iran, Nigeria, Corea del Nord, Pakistan, Arabia Saudita, Tagikistan, Turkmenistan e Vietnam, oltre a Russia, Cuba e Nicaragua, già presenti negli anni precedenti.

Accanto a questi, l’USCIRF individua una Special Watch List (SWL) che include le nazioni responsabili di violazioni gravi della libertà di religione e di credo. Tra queste compaiono Algeria, Azerbaigian, Egitto, Indonesia, Iraq, Kazakistan, Kirghizistan, Malesia, Sri Lanka, Siria, Turchia e Uzbekistan.

Secondo gli standard dell’IRFA, le violazioni riscontrate comprendono tortura, trattamenti inumani e degradanti, detenzione arbitraria, rapimenti, detenzione segreta, oltre ad altre gravi violazioni del diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale.

Attori non statali e vittime della violenza religiosa

Il Rapporto USCIRF 2025 richiama l’attenzione anche sulle Entities of Particular Concern (EPC), organizzazioni non statali responsabili di persecuzioni religiose nelle aree in cui operano. Tra queste figurano al-Shabaab, Boko Haram, Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), Houthi, Islamic State Sahel Province, ISWAP e Jamaat Nasr al-Islam wal Muslimin (JNIM).

Un capitolo centrale del Rapporto è dedicato alle vittime di violenza motivata religiosamente. La FoRB Victims List del 2025 include oltre 2.330 individui, in aumento rispetto ai dati precedenti. Di questi, 1.342 risultano ancora detenuti, mentre per centinaia di persone non vi sono informazioni certe. Il 73% delle vittime è attribuibile a Cina, Russia e Iran.

Odio religioso in Europa e nuove minacce globali

Il Rapporto segnala una crescita significativa dell’odio anti-islamico in Europa, nonostante gli sforzi legislativi messi in atto da diversi governi. Atti di violenza contro moschee, aggressioni a donne musulmane e limitazioni al libero esercizio del culto sono documentati in vari Paesi europei. Vengono inoltre segnalati casi in cui le violazioni sono riconducibili direttamente a autorità pubbliche, come alcune disposizioni amministrative che hanno ostacolato l’accesso ai luoghi di culto.

Parallelamente, si registra un aumento degli episodi di antisemitismo, con una recrudescenza a partire dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e dalla successiva operazione militare israeliana a Gaza, con episodi gravi anche fuori dall’Europa.

Persecuzione transnazionale, intelligenza artificiale e piattaforme digitali

Il Rapporto USCIRF 2025 dedica ampio spazio alle nuove forme di repressione transnazionale, rese possibili dall’uso dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali. Stati come Cina, Russia, Bielorussia e Turchia abusano del sistema delle Red Notice di Interpol per colpire credenti e dissidenti al di fuori dei propri confini, sulla base della loro identità religiosa o delle loro convinzioni.

L’uso dell’IA per la sorveglianza di massa, la diffusione di disinformazione sui gruppi religiosi e l’amplificazione dei discorsi di odio online rappresentano nuove e gravi minacce alla libertà di religione e di credo a livello globale.

Riflessioni sul Rapporto USCIRF 2025

La riflessione della Dott.ssa Di Marzio dice che Il Rapporto USCIRF 2025 va letto nella sua interezza, poiché le cause delle persecuzioni religiose sono molteplici e dipendono dai contesti culturali e politici. In alcuni casi esse derivano da alleanze tra governi e gruppi paramilitari, in altri da rapporti privilegiati tra autorità statali ed esponenti di religioni maggioritarie.

Sempre più spesso, tuttavia, le persecuzioni sono il risultato di strategie collettive che coinvolgono autorità pubbliche, reti antisette, associazioni ideologiche e settori dei media, con l’obiettivo di delegittimare e criminalizzare minoranze religiose pacifiche, presentate come una minaccia alla sicurezza o all’ordine pubblico.

Queste dinamiche, denunciate con chiarezza dal Rapporto USCIRF, trovano riscontro anche nelle segnalazioni che LIREC riceve regolarmente, nonché in sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e nelle dichiarazioni presentate ogni anno all’OSCE da ONG e istituzioni internazionali.

Siamo convinti che solo un’informazione corretta, rigorosa e responsabile possa contribuire a prevenire e contrastare le persecuzioni religiose, smascherando le responsabilità, neutralizzando i discorsi di odio e promuovendo una reale tutela dei diritti fondamentali.