Look Back, il colpo di fulmine di Venezia 83

Un fascio di luce e via: Look Back rapisce il pubblico della Mostra del Cinema di Venezia 83 proprio come un’astronave che scompare nel cielo. Il nuovo film di Koreeda Hirokazu, in concorso al Lido, è il nostro coup de cœur: un racconto di formazione, amicizia e creatività capace di trasformare il manga in cinema attraverso un flusso di emozioni praticamente inarrestabile.

Koreeda Hirokazu, (foto: Alberico Bortolin)

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Look Back, l’emozione che arriva dal manga

Koreeda Hirokazu non è certo nuovo ai lampi di folgorante ispirazione. Da After Life a Nobody Knows, fino a Shoplifters, il regista giapponese ha dimostrato più volte di saper osservare l’infanzia, i legami e le fragilità umane con uno sguardo capace di trasformare i piccoli gesti in materia cinematografica.

Con Look Back cambia però la prospettiva e il linguaggio. Tratto dall’omonimo manga di Fujimoto Tatsuki, il film racconta l’amicizia e la crescita di due bambine che, diventate adolescenti e poi giovani donne, trovano nel disegno e nella passione per i manga il terreno comune sul quale costruire il proprio rapporto.

È anche un esempio raro e sorprendentemente naturale del connubio tra cinema e fumetto. Look Back sembra infatti procedere senza mai avere bisogno di fermarsi, come un treno lanciato in corsa nel quale ogni immagine conduce inevitabilmente alla successiva. Il risultato è un’opera di formazione capace di parlare a tutti attraverso un linguaggio visivo essenziale e potentemente emotivo.

Cast di Look Back, (foto Alberico Bortolin)

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Fujino e Kyomoto, un’amicizia nata tra i disegni

Tutto comincia in medias res, tra i banchi di una scuola elementare, quando nel giornalino dell’istituto viene fatto circolare un nuovo numero. A firmare una striscia di quattro vignette è l’intraprendente e determinata Fujino, bambina orgogliosa del successo della propria creatività.

La sua soddisfazione dura però pochissimo. L’insegnante le chiede infatti se, accanto ai suoi fumetti, possa essere pubblicata anche una striscia realizzata dalla introversa e solitaria Kyomoto, con l’obiettivo di aiutarla a uscire dal proprio riserbo.

Quella che sembra inizialmente una buffa schermaglia di rivalità tra due bambine si trasforma rapidamente in qualcosa di molto più profondo. La passione comune, il rispetto per il talento dell’altra e la voglia di disegnare insieme diventano il motore di una collaborazione che attraverserà gli anni dell’adolescenza e arriverà fino al primo ingaggio editoriale.

Fujino e Kyomoto crescono insieme, ma non smettono mai di essere due persone profondamente diverse. Fujino è spigliata, protagonista, naturalmente portata a cercare il confronto con il mondo. Kyomoto, al contrario, è più riservata e lavora con meticolosa precisione soprattutto sugli sfondi.

È proprio nella loro sintesi che nasce qualcosa di speciale.

Look Back Red Carpet, (foto: Alberico Bortolin)

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Matite, china e mondi fantastici

Le due ragazze condividono per ore la piccola stanza di casa. Matite, china, gomme pane e curvilinee diventano gli strumenti con cui costruiscono storie fantastiche, personaggi bizzarri e universi immaginari.

Tra le loro creazioni c’è anche quella di uno squalo vendicatore degli uomini che gli hanno mangiato una pinna. Ma al di là delle singole storie, ciò che conta è il modo in cui il disegno diventa per Fujino e Kyomoto uno spazio comune, un luogo nel quale incontrarsi e riconoscersi.

La loro collaborazione riesce così a ricolorare la vita e il mondo, mentre le due protagoniste attraversano l’adolescenza, il primo lavoro e le prime responsabilità. Poi arriva un distacco doloroso, ma necessario, negli anni della maggiore età.

È da quel momento che Look Back comincia a giocare in maniera ancora più sorprendente con il tempo e con la memoria.

Quando il manga prende vita sul grande schermo

La bellezza ipnotica di Look Back nasce anche dalla capacità di Koreeda di trasformare il linguaggio del fumetto in materia cinematografica senza mai forzarlo.

La composizione pittorica sulla carta delle due protagoniste si sovrappone alla composizione pittorica della regia sullo schermo. Alcuni sfondi prendono vita, mentre Fujino e Kyomoto si animano e diventano figure “anime”, evocando per certi versi la magia del cinema di Hayao Miyazaki.

È un passaggio estremamente naturale: il fumetto non viene semplicemente adattato, ma sembra trovare nel cinema una seconda forma di esistenza.

Anche le inquadrature più semplici acquistano così un peso particolare. Una porta della cameretta, due ragazze riprese di schiena o di profilo, a figura intera mentre disegnano: Koreeda riesce a rendere ogni immagine attraente e significativa, senza ricorrere a virtuosismi gratuiti.

Il montaggio contribuisce alla sensazione di flusso continuo. Le immagini scorrono con rapidità ed essenzialità, senza cesure, pause o scarti capaci di interrompere la magia del racconto.

Gli ultimi venti minuti sono pura grazia

Il vero colpo di scena emotivo arriva nella parte finale, quando il film comincia a manipolare il fattore temporale e trascina lo spettatore in un territorio sempre più sfumato tra passato, presente e possibilità.

Gli ultimi venti minuti si srotolano e si riavvolgono continuamente, creando un movimento narrativo di rara intensità. Ciò che sembrava definitivo viene rimesso in discussione, mentre il rapporto tra Fujino e Kyomoto assume una dimensione ancora più profonda.

È qui che Look Back raggiunge una grazia quasi inaudita, trasformando una storia apparentemente semplice in un’esperienza emotiva universale. Un finale che non sembra costruito per stupire, ma per lasciare dentro qualcosa.

A chiudere il cerchio arriva il commento musicale di Yuta Bandoh, vivace e gioioso, capace di accompagnare le immagini fino a imprigionare idealmente nella sala anche il pubblico più riottoso.

Fosse per noi, sarebbe un Leone d’Oro diretto. Ma Look Back potrebbe comunque trovare un riconoscimento nel Premio Mastroianni per le due giovani attrici, Aju Makita e Natsuki Deguchi, che prestano volto e sensibilità a Kyomoto e Fujino.

Per pochi istanti della loro carriera, le due interpreti sono riuscite a cadere sulla terra giapponese e a trasformarsi in due ragazze che disegnano, crescono, si perdono e continuano a guardarsi indietro.

Look Back sarà distribuito in Italia da Lucky Red e Bim.

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