Introvigne: «Testimoni di Geova, troppa cattiva informazione sul sangue» (Audio)

Testimoni di Geova sangue

La decisione annunciata dai Testimoni di Geova sulla possibilità di accettare o donare alcuni componenti del sangue apre un nuovo capitolo in una delle questioni più discusse che riguardano il movimento religioso. Secondo il comunicato ufficiale diffuso il 18 settembre 2026, la scelta relativa a globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine viene ora lasciata alla coscienza del singolo fedele, mentre resta invariata la posizione sulle trasfusioni di sangue intero.

Una novità che ha suscitato attenzione anche sui media e che pone interrogativi sul rapporto tra interpretazione religiosa, coscienza individuale e cambiamento delle pratiche di una comunità religiosa.

Per approfondire il significato della decisione e le reazioni che ne sono seguite, ShowLand News ha intervistato Massimo Introvigne, sociologo delle religioni e studioso dei nuovi movimenti religiosi.

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Chi è Massimo Introvigne

Massimo Introvigne è un sociologo italiano delle religioni, fondatore e direttore del CESNUR – Centro Studi sulle Nuove Religioni, rete internazionale di studiosi impegnata nello studio dei nuovi movimenti religiosi e del pluralismo religioso. È autore di numerosi libri e articoli dedicati alla sociologia della religione, alle nuove religioni e ai rapporti tra religione e società.

Nel corso della sua attività accademica ha insegnato Sociologia della religione alla Pontificia Università Salesiana e ha ricoperto incarichi anche in ambito internazionale. Nel 2011 è stato rappresentante dell’OSCE per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e le discriminazioni nei confronti dei cristiani e dei membri di altre religioni; tra il 2012 e il 2016 ha inoltre presieduto l’Osservatorio della Libertà Religiosa, istituito dal Ministero degli Esteri italiano.

I suoi studi sono pubblicati anche dall’Enciclopedia Italiana Treccani, dove ha firmato voci dedicate alle religioni, alle nuove religioni e ai fenomeni legati ai nuovi movimenti religiosi.

È con questo profilo di studioso dei fenomeni religiosi contemporanei che abbiamo affrontato con lui la nuova posizione dei Testimoni di Geova sul sangue, il significato della scelta lasciata alla coscienza individuale e le reazioni suscitate dalla decisione.

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L’intervista a Massimo Introvigne

Parliamo della notizia. Per una persona che in questi giorni ha letto soltanto i titoli dei giornali, qual è la cosa più importante da capire? Che cosa hanno effettivamente chiarito i Testimoni di Geova sull’uso del sangue?

Massimo Introvigne: I Testimoni di Geova hanno emesso un comunicato molto chiaro che, tuttavia, non è stato letto da molti mezzi di comunicazione, purtroppo, nel quale ci dicono che, come parte di un processo di continua riflessione sulla Bibbia, che non cambia, ma di cui, per loro, cambia la comprensione, e che è tipico dei Testimoni di Geova, sono pervenuti alla decisione che l’interpretazione del divieto biblico di mangiare sangue, che hanno applicato almeno dal 1945 alle trasfusioni di sangue, con conseguente rifiuto anche delle donazioni, si applica soltanto al sangue intero, mentre le singole componenti, come le piastrine, i globuli bianchi e i globuli rossi, possono essere oggetto di trasfusione.

Possono, non devono, in base alla scelta individuale dei singoli Testimoni di Geova, che quindi possono anche donare sangue, ma donarlo con la clausola che non sarà usato per trasfusioni in cui si usi sangue intero, ma soltanto per trasfusioni delle singole parti.

«Prima si chiedeva una riforma, ora si critica la riforma»

Questa è abbastanza semplice da capire. Pur tuttavia assistiamo non a un tentativo sulla stampa, o su molta stampa, perché ovviamente ci sono delle lodevoli eccezioni, di capire esattamente cosa è successo, ma di profittare anche di questa notizia per dare addosso ai Testimoni di Geova, che effettivamente sono vittima della fallacia logica nota come damn if you do, damn if you don’t, «ti condanno se lo fai e ti condanno se non lo fai».

Perché vediamo che le stesse persone che per decenni hanno chiesto a gran voce esattamente queste precisazioni o modifiche, perché ci sono indubbiamente delle modifiche nella pratica dei Testimoni di Geova, poi, quando vengono queste modifiche, non sono contenti e ne approfittano per dire che per anni i Testimoni di Geova hanno ucciso le persone rifiutando le trasfusioni di sangue, con delle statistiche francamente folcloriche e con numeri che non sono sostenuti da prove, senza calcolare che moltissime persone nel mondo rifiutano trattamenti medici, rifiutano i vaccini. I Testimoni di Geova accettano i vaccini, come per esempio quelli del Covid, ma altri rifiutano tutta una serie di medicinali e di trattamenti che, secondo i medici o molti medici, sono necessari alla sopravvivenza.

Però, ripeto, quello che dal punto di vista di un sociologo come me colpisce è che prima si chiede una riforma, poi, quando c’è la riforma, non si è contenti. Ma evidentemente non si è contenti perché è venuto meno un elemento di polemica e quindi, anziché dire «va bene, è bello che ci sia stata la riforma», si dice «siete degli assassini perché non avete fatto la riforma prima».

Quindi è chiaro che c’è qualcosa che non va, ma non c’è qualcosa che non va nei Testimoni di Geova: c’è qualcosa che non va nella retorica dei movimenti antisette, degli ex membri apostati, che sono quella piccola minoranza di ex membri che, anziché stare tranquilla, dedica la vita ad attaccare i Testimoni di Geova, e anche di certi giornalisti.

La nuova posizione dei Testimoni di Geova valorizza la scelta individuale. Quanto è importante questo elemento dal punto di vista religioso?

Massimo Introvigne: Ma questo è abbastanza ovvio, nel senso che i Testimoni di Geova ovviamente non intendono obbligare nessuno ad accettare le trasfusioni delle singole componenti del sangue. Quello che fanno è non vietarlo: non si impone un’azione positiva, ma non la si sanziona più.

Mentre prima effettivamente era sanzionata, nel senso che prima ogni caso era valutato, ma certamente prima quelli che si sottoponevano a trasfusioni anche di singoli componenti del sangue violavano quello che, per i Testimoni di Geova, era un’interpretazione di un precetto biblico.

Quindi i Testimoni di Geova non è che da domani costringono i loro membri ad accettare le trasfusioni delle componenti del sangue, che peraltro sono trasfusioni che molti rifiutano per ragioni di sicurezza. Per gli scandali del sangue infetto, abbiamo assistito, ogni volta che c’è uno scandalo legato al sangue infetto, a trasfusioni di sangue andate male. Gli ospedali raccontano sempre che ci sono molti che non sono Testimoni di Geova che si spacciano per Testimoni di Geova per sfuggire alla trasfusione.

Quindi, per esempio, se qualcuno non si fida delle trasfusioni e vuole continuare a rifiutarle, i Testimoni di Geova non lo obbligheranno ad accettarle. Ma se qualcuno invece è convinto che sia una buona cosa, magari su consiglio medico, sottoporsi alla trasfusione dei componenti del sangue, non del sangue intero, lo può decidere in coscienza e non sarà sanzionato dai Testimoni di Geova.

Ma non è poi complicatissimo capire la portata di questa modifica; è più complicato capire la logica illogica degli oppositori dei Testimoni di Geova, che prima chiedono una cosa, ma poi, quando gliela danno, non sono contenti, dimostrando così che la richiesta era capziosa e non era fatta in buona fede.

Diversi titoli dei giornali hanno preso a prestito dai fuoriusciti notizie del tipo, hanno fatto morire, e partono col titolo. Normalmente, in redazione, quando si deve sintetizzare un argomento e dargli un titolo, il rischio è di presentare il titolo in maniera sbagliata. In questo caso, ad esempio, viene presentato: «I Testimoni di Geova precisano la loro posizione sul sangue», una formulazione che però non restituisce pienamente quello che è realmente accaduto e non dà l’idea della portata della precisazione annunciata.

Massimo Introvigne: Io credo che questo ci induca a delle interessanti riflessioni, ripeto, di carattere sociologico, sul fatto che quando il movimento che mette insieme attivisti antisette ed ex membri apostati, che, ripeto, non sono tutti gli ex membri, sono quella piccola percentuale di ex membri che si oppone in modo militante al gruppo che hanno lasciato, quando questo gruppo dichiara «noi vogliamo bene ai Testimoni di Geova, ne vediamo anche i tanti aspetti positivi, ma chiediamo delle riforme», questo ogni tanto lo dichiarano anche nei tribunali quando sono attaccati per diffamazione, in realtà stanno dicendo una cosa non vera, perché non vogliono delle riforme, ma vogliono semplicemente screditare e, se fosse possibile, distruggere i Testimoni di Geova.

Perché, se fosse vero che il loro movimento di opposizione è motivato da un sincero desiderio di aiutare i Testimoni di Geova a fare alcune riforme, poi ci si può discutere. Pensiamo ad alcune riforme che loro stimano necessarie: quando queste riforme vengono, dovrebbero stappare lo champagne. Invece vediamo dei musi lunghi quando ci sono queste riforme, il che ci dice che la richiesta di riforme era capziosa e aveva lo scopo di mettere in difficoltà i Testimoni di Geova, per screditarli, per indurre le persone a non aderire ai Testimoni di Geova e, se possibile, per distruggere questo movimento.

Quindi queste reazioni ci dicono molto di più sulle persone che le promuovono, le organizzano e le diffondono di quanto non ci dicano sui Testimoni di Geova.

Lei è un ospite, non dico ormai fisso, ma che noi apprezziamo molto. L’ultima domanda che le faccio è questa: se volesse indicare ai nostri spettatori tre elementi essenziali da ricordare dopo questa intervista, quali sarebbero?

Massimo Introvigne: Il primo è che c’è stata una significativa riforma nei Testimoni di Geova per quanto riguarda l’interpretazione del divieto biblico di assumere sangue e che oggi è non obbligatorio, ma possibile assumere con le trasfusioni le componenti del sangue, non il sangue intero, e donare il sangue per questo proposito.

La seconda è che questo ci conferma che i Testimoni di Geova sono un movimento dinamico, che credono, come credono molti cristiani, nell’inerranza della Bibbia. La Bibbia non contiene errori, ma non credono nell’inerranza propria, quindi pensano che, mentre la Bibbia, il cui autore ultimo è Dio, non contiene errori, la lettura che gli esseri umani fanno della Bibbia può essere inadeguata e comunque è bisognosa continuamente di essere rimessa in discussione.

Quindi, su molti punti, i Testimoni di Geova hanno, non solo — pensiamo al tema della fine del mondo o al tema della distinzione tra gli unti e le altre pecore — proprio questa caratteristica che tutti i sociologi che hanno studiato i Testimoni di Geova hanno notato, di questo continuo confronto con il testo biblico, che può portare a delle diverse interpretazioni che dipendono sia appunto da questo lavorio di lettura, rilettura, sforzo di comprendere meglio la Bibbia, sia anche da contesti sociali, medici, scientifici e storici che possono mutare.

Il terzo è che, secondo me, da tutta questa vicenda esce un po’ ammaccata l’opposizione, perché non ha fatto una bella figura e ha mostrato, direi a chiunque abbia occhi per vedere, che la richiesta di riforme è una richiesta strumentale e capziosa, perché quando poi la riforma arriva, anziché rallegrarsene, mettono su, per usare un’espressione popolare, dei musi lunghi perché è stato sottratto un giocattolo, cioè è stato sottratto un argomento di polemica.

Quindi, da questa vicenda, non escono ammaccati i Testimoni di Geova, ma escono molto ammaccati gli oppositori dei Testimoni di Geova, gli apostati, gli antisette, che hanno mostrato come spesso il loro discorso non sia, a mio avviso, un discorso in buona fede, sia un discorso capzioso, polemico, inutilmente polemico, strumentale e qualche volta con dei fini veramente poco…

Una discussione che va oltre il caso specifico

La vicenda del sangue, nelle parole di Massimo Introvigne, diventa così anche un’occasione per riflettere sul modo in cui le comunità religiose interpretano e reinterpretano i propri testi di riferimento e sul rapporto tra principi religiosi, coscienza individuale e cambiamenti nel tempo.

La novità annunciata dai Testimoni di Geova riguarda infatti un punto preciso: secondo la comunicazione ufficiale, la scelta sull’accettazione o sulla donazione dei principali componenti del sangue è oggi affidata alla coscienza del singolo, mentre il rifiuto delle trasfusioni di sangue intero rimane invariato.

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2 thoughts on “Introvigne: «Testimoni di Geova, troppa cattiva informazione sul sangue» (Audio)”

  1. Buongiorno; grazie per questo articolo. Grazie a Showland News per averlo pubblicato, a Giovanni Convertini-Alan Valenza e soprattutto grazie al Prof Introvigne per la sua oramai nota competenza e imparzialità. Sono un Testimone di Geova da oltre 54 anni, quindi ho vissuto di persona tutto quello di cui si parla. Come altri miei confratelli siamo abituati alle critiche anche pesanti, o ,come avviene in alcuni luoghi, a vera e propria persecuzione. Ci siamo abituati e ce le aspettiamo. Probabilmente verrà anche di peggio, però quando arrivano non fa certo piacere, non siamo masochisti. Quando arrivano poi queste parole, questi articoli, queste manifestazioni imparziali che presentano le cose in modo veritiero e reale, capite che sono una ventata d’aria e contribuiscono a ridarci la carica. Quindi grazie ancora e buon lavoro. BRUNO BARGIACCHI AREZZO

  2. Finalmente una voce onesta e obiettiva, quella del dott. Introvigne. Ha centrato bene il punto in discussione sui media negli ultimi giorni. L’apertura dei Testimoni sull’uso del sangue proprio e quello di altri , per scopi sanitari , in base alla coscienza individuale del singolo Testimone, è una rivoluzione significativa ,ora,di questo gruppo religioso . La coscienza al primo posto , quando si deve accettare una direttiva particolare del proprio credo religioso. Non più quindi cieca obbedienza. Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova ha avuto molto coraggio ad adottare questa nuova pratica sanitaria e religiosa, gliene dobbiamo dare atto. I detrattori e nemici del Movimento , soprattutto gli ex , o apostati fuoriusciti dal movimento, ora non hanno nessun appiglio per continuare a denigrare, offendere, dire bugie, abituati come sono a fare solo del male. Anzi, ora che i fedeli Testimoni di Geova possono anche donare il proprio sangue, diventa un’azione encomiabile per l’uso del proprio sangue a favore degli altri che vogliono essere trasfusi. Anche le altre confessioni dovrebbero allargare il loro ventaglio di iniziative e cambiamenti delle proprie dottrine a favore dell’aiuto pratico per non ammalarsi o evitare aborti ,come per esempio l’uso del profilattico ,specialmente nelle zone dove ci sono ancora molte malattie trasmissibili con i rapporti sessuali, tipo Aids, epatite,ecc. Grazie per lo spazio ai commenti. Antonio D’Ostuni. Testimone da 42 anni.

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