Un viaggio tra ricordi, affetti e impegno civile che attraversa oltre vent’anni di vita. Kasia Smutniak arriva a Torino il 30 ottobre per presentare in anteprima al Cinema Massimo Mustang, il suo nuovo lavoro, in uscita nelle sale a novembre: una storia intima che trasforma una promessa del passato in un gesto concreto per il futuro.
Viaggi che non finiscono quando si torna a casa, ma continuano a vivere nei ricordi, nelle immagini e nelle promesse che il tempo non riesce a cancellare. È da questa consapevolezza che prende forma Mustang, il nuovo lavoro di Kasia Smutniak, che venerdì 30 ottobre 2026, alle ore 20:30, sarà ospite del Cinema Massimo di Torino per presentare il film in anteprima al pubblico.
L’appuntamento, organizzato dal Museo Nazionale del Cinema, anticipa l’uscita nelle sale prevista per novembre e accompagna gli spettatori in un racconto personale e profondo, capace di intrecciare memoria familiare, perdita, legami affettivi e responsabilità verso gli altri.
Kasia Smutniak, “Mustang”: un viaggio lungo 23 anni
Dal Nepal a una promessa che attraversa il tempo
Nel 2003, Kasia Smutniak e Pietro Taricone, conosciutisi da poco, partono insieme alla scoperta del Mustang, una remota regione del Nepal dove il tempo sembra scorrere secondo ritmi diversi. Con pochi bagagli e una piccola telecamera, documentano un mondo ancora lontano dalla modernità, fatto di tradizioni millenarie, paesaggi straordinari e comunità profondamente legate alle proprie radici.
Proprio in quel luogo nasce una promessa: tornare un giorno per contribuire alla salvaguardia di quella cultura. Ma la vita prende una direzione inaspettata e il viaggio che avrebbero immaginato di condividere non potrà più compiersi insieme.
Quella promessa, tuttavia, non scompare. Rimane sospesa tra le immagini registrate, i ricordi e il desiderio di dare un significato nuovo a ciò che è stato.
Mustang, Kasia Smutniak racconta una promessa
Lo sguardo di Sophie ricompone i frammenti della memoria
A distanza di molti anni, è Sophie, la figlia di Kasia Smutniak e Pietro Taricone, a ritrovare le tracce di quei viaggi. Le immagini del primo incontro con il Mustang e quelle delle successive esperienze vissute con la madre durante l’infanzia diventano il punto di partenza di una narrazione che attraversa le generazioni.
Attraverso il suo sguardo e la sua voce, Mustang ricompone frammenti di una storia privata che si apre a una dimensione universale. Il passato non viene soltanto ricordato, ma torna a dialogare con il presente, mostrando come le esperienze familiari possano diventare parte di una memoria condivisa.
Tra immagini d’archivio, testimonianze e ricordi, il film affronta il tema della perdita senza fermarsi al dolore, lasciando emergere la possibilità di trasformare l’assenza in una nuova forma di presenza.
Una scuola per custodire il futuro del Mustang
Il cuore più concreto del progetto si manifesta nell’incontro con Kunzom, una donna del luogo che contribuisce a trasformare quella promessa lontana in un impegno reale. Da questo legame nasce la costruzione di una scuola, destinata a offrire ai bambini della regione la possibilità di continuare gli studi senza essere costretti a lasciare le proprie famiglie.
L’istruzione diventa così uno strumento essenziale per preservare l’identità culturale della comunità e, allo stesso tempo, aprire nuove prospettive alle generazioni più giovani. La memoria si traduce in un gesto tangibile, capace di incidere sulla vita quotidiana delle persone.
In questo passaggio, Mustang supera i confini del racconto autobiografico e si trasforma in una riflessione sull’impegno civile, sulla solidarietà e sul valore delle promesse mantenute. Un film in cui il cinema diventa anche uno spazio di incontro tra culture e un mezzo per dare continuità a una storia che sembrava interrotta.
Mustang, un racconto di perdita, rinascita e Samsara
Più che un semplice viaggio in una terra lontana, Mustang è una riflessione sul cambiamento e su ciò che resta quando le circostanze trasformano radicalmente le nostre vite. Il titolo richiama un luogo geografico e spirituale, mentre il concetto di Samsara accompagna il racconto con l’idea di un’esistenza in continuo movimento, in cui ogni fine può diventare l’inizio di qualcosa di nuovo.
Con questo lavoro, Kasia Smutniak intreccia vicende personali e dimensione collettiva, affidando alle immagini il compito di custodire ciò che il tempo rischia di disperdere. Il risultato è un racconto intimo che parla di famiglia, amore, memoria e possibilità di ricominciare, ricordando che anche un’esperienza dolorosa può trasformarsi in un gesto capace di generare futuro.
L’anteprima del 30 ottobre 2026 al Cinema Massimo di Torino sarà dunque l’occasione per incontrare un’opera che unisce cinema e impegno civile, invitando il pubblico a guardare oltre la perdita e a riconoscere, nelle tracce del passato, la possibilità di costruire qualcosa di duraturo.
Mustang: Kasia Smutniak firma un viaggio tra memoria e amore