Una promessa nata tra le montagne del Mustang, in Nepal, attraversa oltre vent’anni di ricordi, amore e trasformazioni. Con Mustang, Kasia Smutniak torna alla regia con un documentario intimo e personale, presentato in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2026, che intreccia la memoria di Pietro Taricone con il futuro delle nuove generazioni.Scrittura
Una storia d’amore, memoria e speranza che attraversa oltre vent’anni di vita, fino a trasformare una promessa in un progetto concreto per il futuro. Si intitola Mustang il nuovo film documentario di Kasia Smutniak, di cui sono disponibili il trailer e il poster ufficiali. L’opera sarà presentata in concorso nella sezione Progressive Cinema della 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma, in programma dal 13 al 25 ottobre 2026.
Dopo Mur, vincitore del Nastro d’Argento Documentari 2024 per il Cinema del Reale, Kasia Smutniak torna dietro la macchina da presa con un racconto intimo che parte da un viaggio compiuto nel 2003 insieme a Pietro Taricone, nella remota regione del Mustang, in Nepal. Da quell’esperienza nasce una storia che attraversa il tempo e le generazioni, alla ricerca di ciò che rimane quando la vita cambia ogni cosa.
Mustang, Kasia Smutniak presenta il film a Roma
Mustang, un viaggio tra amore e memoria
Nel 2003, quando si conoscono da poco, Kasia Smutniak e Pietro Taricone partono zaino in spalla, accompagnati da una piccola telecamera, alla scoperta del Mustang. È una regione remota, un luogo sospeso nel tempo, dove le strade non arrivano e il paesaggio sembra custodire una dimensione lontana dal mondo contemporaneo.
È proprio lì che i due si scambiano una promessa: tornare un giorno e fare qualcosa per proteggere la cultura di quella terra. Ma il corso degli eventi cambia improvvisamente e quel ritorno insieme non avverrà mai.
Molti anni dopo, le immagini di quel primo viaggio riemergono attraverso gli occhi della figlia Sophie, che riscopre anche i filmati delle successive visite compiute dalla madre quando era ancora bambina. Il passato torna così a dialogare con il presente, dando forma a un racconto in cui i ricordi personali si intrecciano con la storia di una comunità.
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Dalla promessa a una scuola per i bambini del Mustang
Il percorso raccontato in Mustang conduce all’incontro con Kunzom, una donna speciale che contribuisce a trasformare una promessa lontana in un progetto concreto: la costruzione di una scuola destinata ai bambini della regione.
L’obiettivo è offrire loro la possibilità di proseguire gli studi senza essere costretti ad abbandonare le proprie famiglie. L’istruzione diventa così il punto d’incontro tra la memoria di un’esperienza personale e il desiderio di proteggere una cultura, sostenendo al tempo stesso le opportunità delle nuove generazioni.
Attraverso la voce di Sophie, il documentario ripercorre oltre vent’anni di vita, mostrando come un viaggio possa lasciare tracce profonde anche molto tempo dopo la sua conclusione. Il film non si limita a recuperare immagini e ricordi, ma riflette sul modo in cui le promesse possono attraversare il tempo e assumere significati nuovi.
Al centro c’è anche il rapporto tra ciò che cambia e ciò che resta: gli affetti, le radici, la memoria e il legame con luoghi capaci di segnare per sempre una storia personale.
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Il significato di Samsara nel nuovo documentario
Il titolo Mustang richiama il territorio che fa da sfondo al racconto, ma il film si muove anche su un piano più universale. Il viaggio nella regione nepalese diventa una riflessione sul tempo, sulla perdita e sulla continuità tra le generazioni.
Il concetto di Samsara, richiamato nella sinossi, accompagna questa ricerca: un flusso incessante di trasformazioni in cui ogni esperienza lascia qualcosa, anche quando la vita prende direzioni impreviste.
La memoria di Pietro Taricone si intreccia così con il presente di Kasia Smutniak e con lo sguardo della figlia Sophie, dando vita a una narrazione che attraversa il dolore senza fermarsi alla perdita. La promessa fatta molti anni prima trova una nuova possibilità di compimento attraverso un progetto rivolto al futuro.
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Cast tecnico e uscita nelle sale
Mustang è scritto da Kasia Smutniak e Marella Bombini ed è una produzione Fandango, in associazione con Luce Cinecittà, con il contributo dell’Associazione Pietro Taricone e grazie al sostegno dell’Unione Buddhista Italiana.
Il film è prodotto da Domenico Procacci, Laura Paolucci e Kasia Smutniak. La fotografia è firmata da Paolo Pisacane, il montaggio da Ilaria Fraioli, le musiche da Lorenzo Tomio e il montaggio del suono da Gianfranco Marongiu. Eleonora Savi è la produttrice esecutiva.
L’opera è realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura. L’uscita nelle sale italiane è prevista a novembre, con distribuzione Fandango Distribuzione, mentre le vendite internazionali sono affidate a Fandango Sales.
La presentazione alla Festa del Cinema di Roma 2026 segna una nuova tappa nel percorso cinematografico di Kasia Smutniak, che con Mustang porta sullo schermo una vicenda personale trasformata in un racconto universale. Una storia in cui il cinema diventa custode della memoria e strumento per dare forma a una promessa destinata a guardare lontano. Guarda il trailer
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