
La 37ª edizione del Trieste Film Festival, il primo e più importante appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro orientale, si svolgerà a Trieste dal 16 al 24 gennaio 2026, celebrando la cultura cinematografica e le identità europee contemporanee.
Quest’anno, il festival rende omaggio al fotografo triestino Ugo Borsatti, scomparso nel marzo 2025, scegliendo come immagini simbolo della locandina ufficiale due scatti in bianco e nero che catturano una donna e un uomo nella Trieste degli anni ’50, affrontando il vento della bora, protagonista e simbolo della città.
La bora come protagonista
Il vento continentale, secco e freddo, che scende dall’Altopiano carsico fino al mare, diventa non solo fenomeno atmosferico, ma vera e propria energia visiva che influenza gesti, ritmi e corpi. Gli scatti di Borsatti trasformano momenti ordinari in poesia visiva, sottolineando l’identità profonda e unica di Trieste. Le foto selezionate provengono dall’Archivio Foto Omnia, conservato presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte e proprietà della Fondazione CRTrieste, coprendo un arco temporale dagli anni ’50 ai primi anni ’90.
Ugo Borsatti: uno sguardo sulla storia
Nato nel 1927 e attivo fin dal 1943, Borsatti ha documentato eventi storici, dalla cattura dei soldati italiani da parte dei tedeschi fino alla vita quotidiana del dopoguerra. Fondatore dello studio Foto Omnia nel 1952, è stato fotoreporter per testate come Il Gazzettino, Tuttosport, Corriere della Sera e Messaggero Veneto. Nel corso della vita ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui Cavaliere della Repubblica e Sigillo d’Oro del Comune di Trieste, e ha lasciato un archivio di circa 500.000 fotografie, oggi custodito presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte.
Cinema e società: un osservatorio sulla Nuova Europa
Il festival, nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, offre uno sguardo critico sulla società europea contemporanea, affrontando temi come disuguaglianze, migrazioni, questioni di genere, diritti civili, nazionalismi e identità plurali. Un crocevia di culture e voci che raccontano una Nuova Europa multietnica e in continuo cambiamento.
Focus e sezioni speciali
Tra le sezioni in programma spicca “Wild Roses”, dedicata alle registe europee, quest’anno focalizzata sulle voci femminili del cinema sloveno. Curata da Nerina T. Kocjančič, responsabile della Promozione e Distribuzione del Centro di Cinema Sloveno di Lubiana, la sezione presenterà 13 lungometraggi tra documentari e film di finzione e 10 cortometraggi, celebrando nuove prospettive e storie al femminile.
Il Trieste Film Festival 2026 conferma il suo ruolo di ponte tra Est e Ovest, con film, documentari, corti, masterclass e incontri con protagonisti del cinema contemporaneo, dai grandi maestri agli esordienti. Tra il ricordo di Ugo Borsatti e la presenza immancabile della bora, il festival propone un’esperienza unica che unisce arte visiva, cinema e cultura europea, rendendo Trieste capitale del cinema centro-orientale.