Una standing ovation ha accolto ieri mattina allʼAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone la presentazione della serie‑evento Sandokan, prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, e tratta dall’epica saga di Emilio Salgari.

Il red carpet

Al centro del red carpet c’era Can Yaman nei panni del pirata Sandokan, affiancato da un cast internazionale che comprende Alessandro Preziosi, Alanah Bloor, Ed Westwick e John Hannah.

Ambientata nel Borneo della prima metà dell’Ottocento, la storia riprende il celebre personaggio della “Tigre della Malesia” facendolo evolvere: inizialmente un Robin Hood dei mari, pronto a combattere per la libertà, fino a diventare un eroe più completo e consapevole.

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Can Yaman

Durante l’incontro con la stampa, Can Yaman ha detto:

“Il mio Sandokan è inclusivo, abbraccia le diversità, rispetta le differenze culturali.
Ha inoltre confessato di aver avuto anni di preparazione per questo ruolo: “Ho avuto cinque anni per prepararmi completamente per questo ruolo… dimagrire, allenarmi, imparare l’equitazione.

“Non conosco Kabir Bedi, ma il mio Sandokan è diverso” ha dichiarato l’attore turco, indicando fin da ora la volontà di imprimere una propria cifra al personaggio senza distruggere l’eredità del passato.

La presentazione alla Festa del Cinema ha sottolineato anche l’ampiezza produttiva del progetto: la serie sarà trasmessa su Rai 1 a partire dal 1° dicembre 2025 e, in parallelo, sarà disponibile anche sulle piattaforme digitali.

In più, una mostra immersiva accompagnava l’evento: al museo di Roma è stata allestita una gigantesca ricostruzione della praho di Sandokan, costumi, props e video‑making of per dare al pubblico un’esperienza completa.

Le differenze

In conclusione, la nuova Sandokan entra in scena non solo come reboot nostalgico, ma come una rivisitazione ambiziosa, pensata per conquistare anche il pubblico contemporaneo. Il tappeto rosso romano ne è stata la prima tappa, all’insegna dell’avventura, dell’inclusione e della spettacolarità. la versione del 1976 era pionieristica, rivolta a un pubblico italiano e internazionale di allora con un gusto epico e avventuroso “old‑school”. La nuova versione del 2025 parte da quel mito e lo evolve: internazionalizzazione, riflessione sui valori, stile contemporaneo. Rispettosa del passato, ma decisa a creare qualcosa di nuovo.

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