Norimberga, diretto e co-prodotto da James Vanderbilt, è un film che assume un valore ancora più profondo se visto il 27 gennaio, Giorno della Memoria, nell’ottantunesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. La pellicola diventa così occasione di riflessione e ricordo per le oltre sette milioni di vittime della Shoah: ebrei, prigionieri politici e di guerra, omosessuali, disabili, afro-europei, rom e sinti, Testimoni di Geova.
Il cast
Il film vanta un cast di primo piano, con Russell Crowe e Rami Malek nei ruoli principali. I due interpretano i personaggi tratti dal romanzo Il nazista e lo psichiatra di Jack El-Hai, da cui la pellicola è adattata. Crowe veste i panni del Reichsmarschall Hermann Göring, il più potente gerarca del Terzo Reich dopo Hitler, mentre Malek interpreta lo psichiatra americano Douglas Kelley.
La narrazione si concentra sul complesso e inquietante rapporto paziente-psichiatra, nel tentativo di penetrare la mente di Göring e comprendere quella che Hannah Arendt avrebbe definito la banalità del male. Attraverso questo confronto, il film non si limita all’introspezione psicologica, ma ricostruisce con rigore storico il contesto che portò al Processo di Norimberga.
Il tentativo di coinvolgere Papa Pio XII
Ampio spazio viene dato agli eventi precedenti al processo: dal tentativo di coinvolgere Papa Pio XII nel sostenere un giudizio per crimini contro l’umanità — nonostante il Concordato del 1933 tra Chiesa cattolica e Reich — fino all’azione del giudice Robert Jackson, determinato a portare davanti a un tribunale internazionale i ventidue principali leader nazisti catturati. La scelta simbolica di celebrare il processo nel Tribunale Militare di Norimberga, città emblema del nazismo e devastata dai bombardamenti alleati, rafforza ulteriormente il peso storico della vicenda.
Hermann Göring e gli altri gerarchi furono chiamati a rispondere, tra gli altri capi d’accusa, del decreto relativo alla Soluzione Finale del problema ebraico. Le loro responsabilità emergono gradualmente nel corso degli interrogatori: inizialmente negate, poi rivendicate con un orgoglio disturbante, culminante nel celebre “Heil Hitler” pronunciato dall’ex Reichsmarschall. L’interrogatorio a Göring rappresenta il momento culminante del film: “Se cade Göring, cadranno tutti”, era l’obiettivo degli inquirenti, e così fu.
Lo stile
Norimberga è una pellicola dai toni duri e provocatori, soprattutto per l’uso dei filmati originali che documentano le condizioni dei campi di concentramento al momento della liberazione. Immagini che non lasciano spazio a interpretazioni e mostrano i campi per ciò che erano realmente: luoghi di morte.
Il film si impone anche come monito per la politica e la società contemporanea. Pur raccontando fatti avvenuti oltre ottant’anni fa, ricorda allo spettatore fino a che punto l’essere umano può spingersi quando il male diventa sistema, normalità, burocrazia. Un richiamo diretto al pensiero di Hannah Arendt e al successivo processo ad Adolf Eichmann nel 1961 a Gerusalemme.
La visione di Norimberga è fortemente consigliata nelle sale cinematografiche e, successivamente, anche in home video.