Il documentario e la proiezione al festival

Il Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera ospiterà venerdì 8 maggio la proiezione fuori concorso del documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, diretto da Simone Manetti. L’opera sarà presentata al pubblico presso il The Space Cinema Moderno di Roma nell’ambito della manifestazione in programma dal 7 al 10 maggio.

Una storia che interroga la memoria collettiva

Il film riporta al centro dell’attenzione la vicenda di Giulio Regeni, il giovane studioso italiano ucciso al Cairo nel 2016, divenuto simbolo internazionale della richiesta di verità e giustizia. Il documentario ricostruisce le fasi del sequestro, delle torture e della morte, attraverso testimonianze e materiali investigativi, restituendo una narrazione rigorosa e profondamente umana.

Il valore civile dell’opera

Il progetto, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, è stato riconosciuto anche con il Nastro della Legalità e ha ottenuto un’ampia diffusione televisiva e cinematografica. Il film si è affermato come uno dei documentari italiani più visti degli ultimi anni, contribuendo al dibattito pubblico sulla tutela dei diritti umani.

Il riconoscimento al festival

Nel corso della manifestazione verrà assegnato un riconoscimento a Simone Manetti, agli autori Emanuele Cava e Matteo Billi e ai produttori del film. Il premio sottolinea il valore dell’opera come strumento di memoria civile e impegno sociale.

Le voci della famiglia e il percorso giudiziario

Il documentario dà spazio anche alle testimonianze dei genitori di Regeni, Claudio Regeni e Paola Deffendi, insieme all’avvocata Alessandra Ballerini, impegnata da anni nel percorso giudiziario. Il processo contro quattro agenti della National Security egiziana, avviato nel 2024, è ancora in corso e rappresenta una delle più delicate vicende giudiziarie internazionali degli ultimi anni.

Cinema e impegno civile

Il Festival Tulipani di Seta Nera, diretto da Diego Righini, si conferma come uno spazio dedicato alla cultura dell’inclusione e alla promozione dei diritti. La proiezione del documentario si inserisce in questo contesto come momento di riflessione pubblica, tra cinema e responsabilità civile.