Alberto Barbera e la magia di riportare Kim Novak a Venezia

Un momento destinato a restare nella storia della Mostra.
Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, firma una vera e propria operazione culturale: il ritorno di Kim Novak, leggenda vivente del cinema hollywoodiano, alla 82ª edizione della kermesse, culminata con la consegna del Leone d’Oro alla carriera.

Un evento che non è solo celebrazione, ma atto d’amore verso il grande cinema, costruito con sensibilità, visione e rispetto.


Un colpo da maestro alla Mostra di Venezia 2025

Barbera ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di coniugare memoria e attualità, riportando sotto i riflettori una figura carismatica e delicata come Kim Novak, oggi 92enne.
L’attrice, accolta con oltre otto minuti di applausi, ha incantato il pubblico non solo per la sua eleganza, ma per la profondità del suo discorso, fatto di memoria, diritti e fragilità condivise.

“Averla con noi è un privilegio”, ha dichiarato Barbera.
“Celebriamo una delle attrici più amate della grande stagione del cinema hollywoodiano.”

Parole semplici, ma cariche di significato, che racchiudono la volontà di onorare il cinema non come spettacolo, ma come eredità emotiva e culturale.


Una scelta che parla al cuore e alla memoria del cinema

In un contesto festivaliero sempre più legato all’attualità e alla promozione, la scelta di Alberto Barbera assume un valore simbolico: riportare in vita il dialogo tra epoche, dare voce alla storia e farlo con grazia e autenticità.

Kim Novak non è tornata per promuovere un film, ma per essere omaggiata come donna, artista e simbolo di un’epoca d’oro. Un gesto che rompe il ritmo promozionale del red carpet, restituendo al festival una dimensione quasi rituale.


Guillermo del Toro e la laudatio di un’icona

A suggellare questo momento irripetibile, la laudatio di Guillermo del Toro, che ha definito Kim Novak:

“Una presenza eterea e potente, un misticismo che pulsa sotto la superficie.”

Del Toro ha elencato i nomi leggendari che hanno lavorato con lei – Hitchcock, Wilder, Preminger, Sinatra, Lemmon – ma ha soprattutto sottolineato il suo coraggio di esplorare ruoli complessi, emotivi, viscerali. Un’artista che non ha mai smesso di sfidare se stessa, anche lontano dai riflettori.


Il Leone d’Oro più poetico degli ultimi anni

Grazie alla direzione di Barbera, Venezia 82 ha vissuto uno dei momenti più poetici e autentici degli ultimi anni.
Un premio che ha saputo unire il valore simbolico di una carriera a una riflessione sul presente, attraverso le parole della stessa Novak:

“Contano le vite, i diritti, la verità. Dobbiamo unirci e salvare le nostre democrazie.”


Conclusione: l’intuizione che fa la differenza

Non è la prima volta che Alberto Barbera dimostra un intuito fuori dal comune, ma il Leone d’Oro alla carriera a Kim Novak resterà come uno dei momenti più alti del suo operato.

Un gesto che va oltre il cinema: è una dichiarazione d’intenti, un inno alla memoria, alla fragilità e al potere salvifico dell’arte.