La giornata di giovedì 4 giugno del 29° Festival CinemAmbiente segna l’avvio del Concorso documentari con due opere di forte impatto sociale e ambientale. Tra i titoli più attesi c’è Rua do pescador, n° 6 dell’attrice e regista Bárbara Paz, che racconta le conseguenze di una delle più devastanti inondazioni della storia del Brasile.

Rua do pescador
Debutta inoltre Time and Water, diretto dalla candidata all’Oscar Sara Dosa e tratto dall’omonimo bestseller ambientale dello scrittore islandese Andri Snær Magnason, protagonista del documentario.
Cortometraggi da 15 Paesi in anteprima nazionale
Prende il via anche la sezione competitiva internazionale dedicata ai cortometraggi. L’edizione 2025 propone 17 opere provenienti da 15 Paesi diversi, tutte presentate in anteprima nazionale.
I primi quattro titoli inaugurano una selezione che conferma la vocazione internazionale del Festival CinemAmbiente, da sempre punto di riferimento per il cinema dedicato ai temi ambientali e sociali.
Made in Italy tra alimentazione e tutela del territorio
La sezione Made in Italy propone opere che affrontano questioni cruciali del presente. Tra queste spicca Come nutrire il Pianeta di Francesco De Augustinis, che riflette su una delle sfide più urgenti della nostra epoca: garantire un’alimentazione sostenibile per una popolazione globale in continua crescita.
Spazio anche a Tevere corsaro, firmato da Monica Repetto e dal regista piemontese Pietro Balla, scomparso durante la lavorazione del film. Il documentario racconta la battaglia per la realizzazione del “Sentiero Pasolini” lungo il Tevere a Roma, intrecciando memoria, territorio e partecipazione civile.
Due focus sulle grandi sfide del presente
Tra gli appuntamenti più significativi della giornata figurano anche i focus tematici del festival. Senza limiti? Come ripensare il Pianeta invita a riflettere sul modello di sviluppo fondato sullo sfruttamento intensivo delle risorse naturali attraverso la proiezione del film Silver.
Con Scienza e (in)coscienza, invece, il Festival CinemAmbiente accende i riflettori sul peso emotivo e professionale che la crisi climatica esercita sulla comunità scientifica. Il tema viene approfondito grazie al documentario The Weight of the World, dedicato alla crescente consapevolezza dell’emergenza ambientale globale.