Quando ha visto tutte quelle chiamate sul telefono, Paolo Strippoli ha pensato subito al peggio. «Pensavo fosse successo qualcosa di grave, che fosse morto qualcuno». Invece, per fortuna, la notizia era di quelle da ricordare: L’Estranea è stato scelto per rappresentare l’Italia alla 99ª edizione degli Academy Awards nella categoria Miglior film internazionale.
Il regista pugliese, collegato da Los Angeles con i giornalisti italiani, ha accolto la designazione con emozione e sorpresa. «Sono felice sia stato selezionato L’Estranea, però sono anche consapevole che c’erano dei film molto validi e che ho apprezzato tanto», ha raccontato.
La scelta arriva al termine di una selezione che comprendeva 21 titoli, firmati da autori come Nanni Moretti, Marco Bechis, Valentina Bertani e Nicole Bertani, Margherita Spampinato, Monica Guerritore, Riccardo Milani, Gabriele Muccino, Damiano Michieletto e Isabel Coixet.
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L’Estranea, un horror italiano agli Oscar
La candidatura di L’Estranea rappresenta un passaggio significativo anche per il genere scelto. Il film di Paolo Strippoli è infatti una favola nera che mescola thriller e horror, portando davanti all’Academy un cinema italiano lontano dai percorsi più tradizionali.
Nel cast figurano Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. Il film ha debuttato in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, conquistando poi il secondo posto al People’s Choice Midnight Madness Award del Toronto International Film Festival.
Un percorso internazionale che non si è fermato al Canada: L’Estranea è stato selezionato anche per altri festival internazionali, consolidando l’attenzione attorno al lavoro di Strippoli.
Il film arriverà nelle sale italiane l’8 ottobre, distribuito da 01 Distribution.
Per il regista, la designazione ha soprattutto un significato generazionale. «È un segnale enorme, fortissimo», ha spiegato, sottolineando come sia da molti anni che l’Italia non propone agli Oscar un film che giochi apertamente con «il thriller, con l’horror».
Paolo Strippoli, dai premi al cinema internazionale
Classe 1993, originario di Corato, in provincia di Bari, Strippoli si è formato alla Sapienza di Roma, dove ha studiato Arti e Scienze dello Spettacolo, e al Centro Sperimentale di Cinematografia.
Prima di affermarsi come regista ha lavorato anche come assistente alla regia di Gianni Amelio. Ha inoltre vinto il Premio Solinas, uno dei riconoscimenti più importanti per la scrittura cinematografica italiana.
Il suo percorso dietro la macchina da presa comprende già tre lungometraggi: A Classic Horror Story, codiretto con Roberto De Feo, Piove e La Valle dei sorrisi.
Un percorso costruito tra horror, thriller e contaminazioni di genere che ha progressivamente portato il regista all’attenzione internazionale. Con L’Estranea, questa traiettoria arriva ora sul palcoscenico degli Academy Awards. Leggi L’Estranea Paolo Strippoli Venezia 83:
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Una nuova generazione davanti alla grande tradizione italiana
A colpire Strippoli non è soltanto la candidatura del suo film, ma anche l’età del regista. A 33 anni, infatti, si trova davanti a un’occasione che raramente è capitata a un autore italiano così giovane.
Nella storia delle designazioni italiane agli Oscar, l’unico regista scelto a un’età inferiore è Marco Bellocchio, che nel 1967, a 27 anni, rappresentò l’Italia con La Cina è vicina.
Per Strippoli, quindi, la selezione è anche «un segnale di fiducia nei confronti di questo film e quindi anche nei miei confronti», un riconoscimento che, ha ammesso, lo commuove.
Ma il regista preferisce leggere questa scelta non come una contrapposizione tra generazioni, bensì come una possibilità di convivenza tra esperienze diverse. «Questo non è un segnale che porta i trentenni davanti ai grandi maestri», ha spiegato, «ma li fa coesistere».
È una riflessione che riguarda anche il sistema cinematografico italiano. Secondo Strippoli, il cinema nazionale viene talvolta percepito come troppo piccolo, mentre proprio la varietà dei film italiani riesce a essere riconosciuta con maggiore chiarezza quando supera i confini nazionali.
L’Italia punta sul cinema di genere
La designazione di L’Estranea porta quindi agli Oscar non soltanto un giovane regista, ma anche una precisa idea di cinema: un film di genere capace di confrontarsi con il pubblico internazionale senza rinunciare alla propria identità.
Strippoli spera che la scelta non rimanga «un unicum», ma possa essere raccolta anche dai decision maker dell’industria cinematografica italiana, favorendo una maggiore apertura verso autori, linguaggi e generi differenti.
Prima degli Oscar, però, ci sarà il pubblico italiano. L’appuntamento è fissato per l’8 ottobre, quando L’Estranea arriverà nelle sale distribuito da 01 Distribution.
Per Paolo Strippoli, quella telefonata che sembrava annunciare una tragedia si è trasformata così nell’inizio di una nuova avventura cinematografica. E ora il viaggio di L’Estranea punta verso Hollywood.