Festa del Cinema di Roma, lo sport è protagonista

Dal grande calcio alle imprese olimpiche, passando per il tennis femminile, lo sci e le storie di chi affronta la malattia senza smettere di lottare: alla Festa del Cinema di Roma 2026 lo sport diventa racconto, emozione e impegno sociale. Una selezione di film, documentari e serie porta sullo schermo campioni leggendari, nuove generazioni e storie di vita capaci di andare oltre il risultato sportivo.Scrittura

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Festa del Cinema di Roma, lo sport è protagonista

Dal calcio al tennis, dallo sci al basket, passando per il canottaggio e lo skateboard: la Festa del Cinema di Roma 2026 dedica ampio spazio allo sport e ai suoi protagonisti, tra campioni leggendari, imprese olimpiche, storie di riscatto e testimonianze di grande valore umano.

La ventunesima edizione della manifestazione, in programma dal 13 al 25 ottobre, propone film, documentari e serie che raccontano lo sport da prospettive differenti. Non soltanto competizione e vittorie, ma anche identità, diritti, inclusione, salute e capacità di superare gli ostacoli. Un percorso che attraversa discipline ed epoche, restituendo il ritratto di un mondo in cui la sfida più importante non sempre si gioca sul campo.

Dal calcio allo skateboard: le prime storie in programma

Ad aprire il calendario sportivo, giovedì 15 ottobre alle 18 al Teatro Studio Gianni Borgna dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, sarà Skateboarding Is Not for Girls di Dina Duma. Il secondo lungometraggio della regista macedone, già autrice di Sisterhood, candidato all’Oscar nel 2021, intreccia una gara di skateboard e un rito matrimoniale, costruendo un racconto tragicomico sulla condizione femminile contemporanea. Il film è inserito nel Concorso Progressive Cinema.

La stessa giornata proseguirà alle 20:30 al Teatro Olimpico ACEA con i primi quattro episodi di Radici, serie diretta da Nicola Ravera Rafele. Al centro c’è Daniele De Rossi, leggenda del calcio italiano, che nel settembre 2024, dopo l’esonero da allenatore della Roma, sceglie di acquistare la piccola società dilettantistica di Ostia in cui è cresciuto, vicina al fallimento. Ne nasce un viaggio lungo due anni, tra memoria, appartenenza e una sorprendente impresa sportiva. La serie fa parte della sezione Freestyle.

Venerdì 16 ottobre, alle 21 al Teatro Olimpico ACEA, sarà invece proiettato The Rome Eight di Hannu Salonen. Ambientato nella Germania Ovest della fine degli anni Cinquanta, il film racconta la rivoluzione introdotta da Karl Adam, docente di matematica e fisica che applica nuovi metodi scientifici al canottaggio agonistico. Attorno a sé riunisce un gruppo di giovani atleti con l’obiettivo di conquistare l’oro alle Olimpiadi di Roma del 1960, mettendo fine a quarant’anni di egemonia statunitense. Sullo sfondo, le profonde divisioni lasciate dalla Seconda guerra mondiale. Il titolo è nella sezione Grand Public.

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Sabato

Sabato 17 ottobre alle 19:30, al MAXXI, spazio a Nowruz – Nuovo giorno di Francesco Cannavà. Il documentario segue a Torino una squadra di calcio femminile composta da giovani donne iraniane, unite dal desiderio di costruire una comunità e conquistare autonomia. Lontane da un Paese in cui erano sottoposte a rigide limitazioni, le protagoniste studiano, lavorano e si allenano, partecipando anche al Balon Mundial 2025, torneo cittadino dedicato alle comunità migranti. Il racconto, che attraversa un anno delle loro vite, viene improvvisamente sconvolto dalla guerra. Il film è proposto nella sezione Special Screenings ed è selezionato per il premio Miglior Documentario.

Domenica 18 ottobre, alle 20:30 al Teatro Olimpico ACEA, sarà presentato In un battito di Giovanni Troilo, dedicato a Edoardo Bove. Il documentario ripercorre il percorso del calciatore dopo il malore che lo ha colpito il 1° dicembre 2024 durante Fiorentina-Inter, trasformando un momento drammatico in una frattura fisica ed esistenziale. Attraverso i mesi successivi all’evento, il film accompagna il protagonista in un viaggio personale, tra incertezza, cambiamento e ricerca di una nuova prospettiva.

Da Rocky a Maradona: i miti dello sport sul grande schermo

Lunedì 19 ottobre alle 21, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, arriverà I Play Rocky del premio Oscar Peter Farrelly. In occasione del cinquantesimo anniversario dell’uscita di Rocky, il film racconta la storia vera della pellicola che trasformò Sylvester Stallone da attore sconosciuto a star mondiale. A interpretare il giovane protagonista è Anthony Ippolito, che alla Festa riceverà il Premio Progressive alla Carriera. La proiezione è inserita nella sezione Grand Public.

Martedì 20 ottobre sarà una giornata particolarmente ricca. Alle 19:30 il MAXXI ospiterà Give Me the Ball! di Liz Garbus ed Elizabeth Wolff, documentario dedicato a Billie Jean King, una delle figure più influenti della storia del tennis. La sua battaglia per la parità dei premi, il contributo alla nascita del circuito professionistico femminile e la celebre Battle of the Sexes del 1973 contro Bobby Riggs hanno cambiato il rapporto tra sport, genere e diritti civili.

Alle 21:30, nella Sala Sinopoli, sarà invece proiettato L’assurda storia della Gialappa’s Band di Walter Veltroni. Attraverso quattro decenni di comicità e innovazione televisiva, il film ricostruisce il percorso di Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto, protagonisti di una trasformazione profonda del linguaggio dell’intrattenimento italiano.

Mercoledì 21 ottobre, alle 18 al Teatro Olimpico ACEA, sarà la volta di Federica – L’ultima olimpiade, diretto da Federico Gariboldi e Paolo Novelli. Il documentario segue da vicino Federica Brignone, dalla felicità per i risultati della Coppa del Mondo 2025 al drammatico infortunio, passando per l’intervento chirurgico e la lunga riabilitazione, fino al ritorno sulla neve a soli 74 giorni dai Giochi di Milano-Cortina 2026.

The Match

Alle 20:30, nella stessa sala, spazio a The Match di Juan Cabral e Santiago Franco, che ricostruisce uno degli incontri più celebri della storia del calcio: Argentina-Inghilterra, disputata il 22 giugno 1986 ai Mondiali in Messico. Protagonista assoluto Diego Maradona, autore in pochi minuti della controversa «mano de Dios» e del cosiddetto «gol del secolo». Una partita che, quattro anni dopo la guerra delle Falkland/Malvine, ha assunto un significato capace di andare ben oltre il rettangolo di gioco.

Sempre mercoledì, alle 20:30 al Teatro Studio Gianni Borgna, sarà presentato Ulya di Viesturs Kairišs, dedicato alle origini della leggendaria cestista sovietica Ulyana Semjonova. Girato in un suggestivo bianco e nero, il film rappresenterà la Lettonia agli Oscar 2027 ed è in concorso nella sezione Progressive Cinema.

Venerdì 23 ottobre, alle 20:30 al Teatro Olimpico ACEA, arriverà infine Cantona di David Tryhorn e Ben Nicholas. Il documentario racconta Éric Cantona, intrecciando calcio e cinema, immagini televisive, interviste e filmati inediti in Super8 realizzati dal padre del campione. Ne emerge il ritratto di un uomo poliedrico, capace di muoversi tra sport, recitazione, poesia e pittura.

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Le figurine Panini e lo sport che fa comunità

Sabato 24 ottobre alle 21:30, nella Sala Sinopoli, la Festa presenterà i primi due episodi e un’anteprima del quarto della serie La famiglia Panini – L’avventura delle figurine di Letizia Lamartire.

Ambientata nella Modena del dopoguerra, la storia segue una famiglia che lascia la campagna per cercare nuove opportunità in città. Al centro c’è Olga, interpretata da Serena Rossi, una donna visionaria che spinge i propri cari a investire nell’acquisto di un’edicola. Da un’attività semplice nasce l’idea delle figurine, destinate a diventare un fenomeno internazionale.

Tra sacrifici, fallimenti e determinazione, il racconto conduce fino al 1970, anno in cui i Mondiali di calcio in Messico contribuiscono a consacrare definitivamente il mito delle figurine Panini. La serie è inserita nella sezione Freestyle Serie e mostra come anche un oggetto popolare possa diventare parte della memoria collettiva e della cultura sportiva italiana.

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Sport, salute e inclusione: le storie che vanno oltre la gara

Accanto ai grandi campioni e alle imprese agonistiche, il programma della Festa del Cinema di Roma dedica spazio a opere che raccontano lo sport come strumento di inclusione, consapevolezza e resilienza.

Venerdì 23 ottobre alle 12, al Teatro Studio Gianni Borgna, Sport e Salute presenterà Lo Sport è vita, film dedicato al progetto Illumina. L’iniziativa punta a trasformare gli spazi urbani in luoghi aperti e accessibili, dove praticare attività fisica significa anche creare relazioni e rafforzare il senso di comunità. Al termine della proiezione è previsto un dibattito con esponenti del mondo sportivo, culturale e istituzionale. L’appuntamento fa parte della sezione Eventi della Festa.

Giovedì 22 ottobre alle 10:30, alla Casa del Cinema, sarà invece proiettato Still Game, cortometraggio diretto da Riccardo Denaro e prodotto da ELIVE Multimedia in collaborazione con Diabete Italia. La protagonista è Anna, diciottenne e pallavolista, che deve ripensare il proprio futuro dopo una diagnosi di diabete di tipo 1. Lo sport, le relazioni e la tecnologia diventano strumenti per affrontare la nuova quotidianità. Il progetto, patrocinato dal CONI, coinvolge anche Consolini Volley e la campionessa Serena Ortolani. Alla proiezione seguirà un incontro con autori, interpreti, atleti e rappresentanti del mondo medico e associativo.

Venerdì 23 ottobre alle 18, nella Sala Studio 2 dell’Auditorium Parco della Musica, sarà presentato Vite in campo, scritto e diretto da Donatella Romani e Roberto Amato, realizzato da Telomero Produzioni con il contributo non condizionante di Chiesi Italia.

Trama

Il documentario intreccia cinque storie di persone chiamate ad affrontare prove difficili, tra malattie, cure e cambiamenti radicali. Tra le testimonianze c’è quella di Tathiana Garbin, capitana della Nazionale femminile di tennis, che ha trovato nella squadra una fonte di forza durante una grave malattia. Accanto alla sua esperienza, quelle di Roberta, tennista professionista in attesa di un trapianto di rene; di Oussam, trasferitosi in Italia per garantire cure adeguate alle figlie affette da una malattia rara; di Martina, diventata madre dopo un parto prematuro; e di Paula, che ha perso la vista in poche settimane a causa di una patologia rara. Ad accompagnare i protagonisti è Roberto Farnesi.

Attraverso queste vicende, Vite in campo racconta la possibilità di continuare a inseguire i propri obiettivi anche quando la vita cambia improvvisamente direzione, facendo squadra con medici, familiari e persone vicine.

La selezione sportiva della Festa del Cinema di Roma 2026 restituisce così un’immagine dello sport che supera il confine della competizione: dalle imprese entrate nella storia alle battaglie per i diritti, dalle sfide personali ai progetti di inclusione, il cinema diventa uno spazio in cui raccontare il coraggio, la solidarietà e la capacità di ricominciare.

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