Intrighi seicenteschi, libertà e scontri con il potere: Dio ride, il nuovo film scritto e diretto da Giovanni Veronesi, ha chiuso l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Con Pierfrancesco Favino nei panni di frate Leopoldo e Silvio Orlando in quelli del cardinale Maculani, il film racconta una storia ispirata liberamente a fatti realmente accaduti, mettendo al centro la forza dell’umanità di fronte all’autorità. Nelle sale dal 29 ottobre.
Quando la libertà incontra il potere, anche un gesto di umanità può trasformarsi in una sfida capace di cambiare il destino delle persone. È questa la premessa di Dio ride, il film scritto e diretto da Giovanni Veronesi, presentato come pellicola di chiusura dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il film porta sullo schermo un racconto che intreccia vicende umane, autorità religiose e libertà individuale. Al centro della storia c’è frate Leopoldo, interpretato da Pierfrancesco Favino, un uomo che, grazie alla propria sensibilità e alla forza delle sue convinzioni, riesce a incidere profondamente sulla vita di chi incontra.
Accanto a lui, Silvio Orlando interpreta il cardinale Maculani, in una vicenda che esplora le tensioni tra coscienza personale e potere costituito, restituendo uno sguardo su un’epoca in cui le gerarchie religiose e politiche esercitavano un’influenza determinante sulla società.
Dio Ride, Favino sfida il potere nel nuovo film di Veronesi
Nel Seicento, una storia di libertà e coraggio
Con Dio ride, Giovanni Veronesi sceglie un’ambientazione storica per affrontare temi che superano i confini del tempo. Il Seicento diventa lo scenario di un confronto tra l’individuo e le strutture del potere, in cui la libertà non è soltanto un principio astratto, ma una scelta che può avere conseguenze concrete sulla vita delle persone.
La vicenda di frate Leopoldo si sviluppa attorno alla capacità di ascoltare, comprendere e intervenire nelle esistenze altrui. La sua umanità diventa una forma di resistenza, capace di mettere in discussione le regole e le convenzioni di un sistema fondato sulle gerarchie.
Liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il film combina ricostruzione storica e racconto cinematografico, dando spazio alle contraddizioni di un’epoca attraversata da conflitti morali e tensioni tra autorità e coscienza individuale.
Favino, Orlando e un cast ricco di interpreti
A guidare il racconto sono due interpreti di primo piano del cinema italiano. Pierfrancesco Favino veste i panni di frate Leopoldo, mentre Silvio Orlando interpreta il cardinale Maculani. Due personaggi che rappresentano prospettive differenti sul rapporto tra individuo, istituzioni e potere.
Il cast comprende anche Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi, quest’ultimo nel ruolo di Papa Innocenzo X.
La presenza di figure storiche e personaggi di finzione contribuisce a costruire un universo narrativo in cui le vicende personali si intrecciano con le dinamiche politiche e religiose del periodo. Al centro resta il confronto tra chi esercita l’autorità e chi, attraverso le proprie azioni, cerca di affermare una diversa idea di giustizia e libertà.
Dalla sceneggiatura alle musiche: la squadra dietro il film
La sceneggiatura di Dio ride è firmata da Giovanni Veronesi, Nicola Baldoni, Gianluca Bernardini e Nicola Deorsola, con la collaborazione di Paolo Portone e Jean Jacques Ilunga.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra diverse realtà produttive. Il film è una produzione Indiana Production, società del gruppo Vuelta, Ogi Film e PiperFilm, in collaborazione con Netflix.
Per Indiana Production, i produttori sono Fabrizio Donvito, Benedetto Habib, Marco Cohen e Daniel Campos Pavoncelli. Per PiperFilm, la produzione è affidata a Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli.
La distribuzione italiana è curata da PiperFilm, mentre le vendite internazionali sono affidate a Piperplay.
Sul piano tecnico e artistico, la fotografia è firmata da Maurizio Calvesi, la scenografia da Carmine Guarino e i costumi da Carlo Poggioli. Completano la squadra Alessandra Vita per il trucco, Rodolfo Sifari per le acconciature, Nicola Deorsola per il casting e Patrizio Marone per il montaggio.
Le musiche, realizzate nell’ambito della collaborazione tra CAM Sugar e Indiana Production, sono composte da Paolo Buonvino, autore tra i nomi più riconoscibili della musica contemporanea per il cinema.
Dio ride chiude la Mostra di Venezia
La presentazione di Dio ride come film di chiusura dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia colloca il progetto in uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al cinema.
Attraverso una storia ambientata nel Seicento, Giovanni Veronesi porta sullo schermo una riflessione sul rapporto tra libertà e autorità, affidandola a personaggi che si muovono tra convinzioni personali, responsabilità e conflitti di potere.
Con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando e un cast corale, il film intreccia racconto storico e dimensione umana, suggerendo come anche in una società rigidamente organizzata la forza delle relazioni e delle scelte individuali possa aprire nuove possibilità.
Dio ride si presenta così come un’opera che guarda al passato per interrogare questioni ancora centrali nel presente: il valore della libertà, il peso delle istituzioni e il coraggio di restare fedeli alla propria coscienza.