Terry Gilliam star al Monde Fest di Foggia

Terry Gilliam

Terry Gilliam è stato il grande protagonista dell’apertura del Monde Fest, il festival del cinema sui Cammini che fino al 31 maggio anima Foggia. Il Teatro Giordano si è trasformato in un vero tempio della cinefilia tra applausi, risate e una platea gremita per accogliere il regista cult ed ex membro dei Monty Python.

A guidare l’incontro è stata Silvia Bizio, mentre il direttore artistico Luciano Toriello ha consegnato a Gilliam il premio alla carriera. L’autore di “Brazil” ha regalato al pubblico uno show irresistibile fatto di ironia, ricordi e racconti surreali.

Dai Monty Python a Hollywood senza un vero piano

Gilliam ha ripercorso gli inizi della sua carriera con il suo stile ironico e spontaneo. “Non sapevo cosa volevo fare, ma sapevo di voler andare via da Minneapolis”, ha raccontato al pubblico foggiano.

Dopo il trasferimento a New York arrivò l’incontro decisivo con John Cleese e successivamente l’ingresso nei Monty Python, il gruppo che avrebbe rivoluzionato la comicità mondiale.

Il regista ha ricordato con divertimento gli anni alla BBC: “Eravamo totalmente liberi e, nonostante cercassero di relegarci agli orari peggiori, diventammo molto popolari”.

Brazil e la ribellione contro Hollywood

Tra gli aneddoti più apprezzati dal pubblico c’è quello legato a “Brazil”, il film che consacrò Gilliam come autore visionario.

Per ottenere la distribuzione della pellicola, il regista acquistò una pagina pubblicitaria su Variety lanciando una provocazione al produttore Sid Sheinberg. Un gesto folle che oggi rappresenta perfettamente il suo spirito anarchico e anticonformista.

Gilliam ha ammesso di aver sempre seguito soltanto ciò che lo divertiva davvero: “Volevo fare cose che mi entusiasmassero”.

Fellini, Cinecittà e il caos del Barone di Münchhausen

Il momento più emozionante dell’incontro è arrivato quando Gilliam ha raccontato la sua esperienza italiana sul set de “Il Barone di Münchhausen”.

Il regista ha ricordato con affetto Federico Fellini, Dante Ferretti, Gabriella Pescucci e Giuseppe Rotunno, definendo Fellini “un dio”. Memorabile il racconto di quando rimase bloccato nel suo ufficio a Cinecittà perché Fellini stava girando una scena con Marcello Mastroianni proprio davanti alla porta.

Gilliam ha poi svelato i retroscena produttivi del film, tra budget fuori controllo, scenografie reinventate e il curioso addio di Sean Connery al ruolo del Re della Luna, poi affidato a Robin Williams.

Un premio alla carriera tra applausi e nostalgia

L’incontro al Monde Fest si è trasformato in una celebrazione della libertà creativa di Terry Gilliam, capace di attraversare oltre mezzo secolo di cinema senza perdere il suo spirito visionario.

Tra risate, applausi e momenti di nostalgia, il pubblico di Foggia ha salutato uno dei registi più originali della storia del cinema contemporaneo.

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