Alla vigilia dell’uscita del suo primo romanzo, Che succede a Baum (What’s With Baum), Woody Allen torna sotto i riflettori con dichiarazioni forti contro la cancel culture e le star di Hollywood che hanno deciso di prendere le distanze da lui. In un’intervista esclusiva al Wall Street Journal, il regista 89enne ha definito la cancel culture “una stupidaggine” e ha ribadito la propria innocenza in merito alle accuse di abuso sessuale mosse dalla figlia adottiva Dylan Farrow.

La difesa di Woody Allen: “La cancel culture è una stupidaggine”

Woody Allen, noto per film iconici come Io e Annie e Manhattan, ha espresso senza mezzi termini la sua opinione sul fenomeno della cancel culture, che negli ultimi anni lo ha visto al centro di un vero e proprio esilio cinematografico da parte di Hollywood.

“La cancel culture è una stupidaggine”, ha affermato Allen. “Le persone credono a ciò che leggono senza approfondire. Penserei che qualcuno, leggendo i dettagli, dicesse: ‘Questo mi sembra poco chiaro’”.

Allen ha poi aggiunto di non provare rancore verso gli attori che si sono allontanati da lui, ma crede che molti di loro “stiano facendo un errore” e che “un giorno se ne renderanno conto”.

Le accuse di Dylan Farrow: “Sono stata aggredita sessualmente”

A riaccendere il dibattito è stata anche la nuova dichiarazione di Dylan Farrow, figlia adottiva di Woody Allen e dell’attrice Mia Farrow, che ha ribadito con forza le sue accuse in una dichiarazione rilasciata al Wall Street Journal.

“Sono una donna di 40 anni. Sono stata aggredita sessualmente da Woody Allen”, ha detto Dylan, sostenendo di essere stata molestata all’età di sette anni nella soffitta della casa della madre in Connecticut.

La Farrow ha inoltre respinto la narrativa secondo cui sarebbe “coercita” o “plagiata” da sua madre, definendola “misogina e non scientifica”.

Hollywood si divide: chi ha lasciato Woody Allen e chi resta fedele

Tra le personalità di spicco che hanno preso le distanze da Woody Allen ci sono Michael Caine, Colin Firth e Greta Gerwig, mentre altri attori, come Timothée Chalamet e Rebecca Hall, hanno espresso rammarico per aver collaborato con lui in passato.

Nonostante ciò, Allen afferma di non serbare rancore:

“Non sono arrabbiato. Quel che mi sorprende è la facilità con cui le persone credono a tutto ciò che leggono”.

Che succede a Baum: il primo romanzo di Woody Allen

Il libro segna un nuovo capitolo nella carriera del regista, che il prossimo 30 novembre compirà 90 anni. Secondo le prime anticipazioni, il romanzo mantiene lo stile ironico, caustico e surreale che ha reso celebre l’autore.

L’intervista di Woody Allen al Wall Street Journal riapre un dibattito acceso che dura da oltre trent’anni. Da un lato, le accuse di Dylan Farrow, ribadite con forza; dall’altro, la strenua autodifesa del regista e il suo nuovo progetto letterario. In un’epoca in cui la cancel culture divide pubblico e critica, Allen continua a far parlare di sé, tra controversie irrisolte e nuove ambizioni creative. In uscita il 23 settembre in Italia.