Torna a Roma il Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera, giunto alla sua 19ª edizione. Un appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale italiano e internazionale, dedicato al racconto delle fragilità e delle trasformazioni sociali attraverso il linguaggio audiovisivo.

L’edizione 2026 si svolgerà dal 7 al 10 maggio presso il The Space Cinema Moderno, con quattro giorni di proiezioni, incontri e approfondimenti.

Un festival tra cinema e impegno sociale

Il Festival conferma la propria identità: unire spettacolo e riflessione, mettendo al centro l’essere umano e le sue storie. Temi come disabilità, bullismo, ambiente, lavoro e diritti diventano materia narrativa, con l’obiettivo di promuovere inclusione e consapevolezza.

A rappresentare l’edizione 2026 saranno gli attori Antonia Liskova e Alessio Vassallo, scelti come testimonial.

Oltre 500 opere da tutto il mondo

Sono 540 le opere iscritte, tra cortometraggi, documentari e #socialclip. Di queste, 105 sono state selezionate e saranno disponibili online sulla piattaforma dedicata, grazie alla collaborazione con Rai Cinema.

Per la prima volta, i contenuti saranno accessibili anche su RaiPlay, ampliando la partecipazione del pubblico.

Il Premio Sorriso Rai Cinema Channel

Le opere concorrono al Premio Sorriso Rai Cinema Channel. Il pubblico avrà un ruolo attivo: le più visualizzate accederanno alla fase finale, mentre la scelta dei vincitori sarà affidata ai direttori artistici delle diverse sezioni.

Le votazioni resteranno aperte fino al 30 aprile.

Nuovi linguaggi e partecipazione digitale

Grande attenzione è dedicata ai linguaggi contemporanei, in particolare ai #socialclip, che testimoniano l’evoluzione della comunicazione sociale nell’era digitale.

Il Festival si conferma così un osservatorio privilegiato sulle nuove forme di narrazione, capace di coinvolgere pubblici diversi e sempre più ampi.

Un progetto culturale in crescita

Presieduto da Diego Righini e ideato da Paola Tassone, il Festival nasce per diffondere una cultura dell’inclusione e della valorizzazione delle diversità.

Un progetto che, anno dopo anno, rafforza il suo ruolo nel panorama audiovisivo, dando voce ai “luoghi dell’anima” e alle storie che spesso restano ai margini.