Susanna Egri: 100 anni di danza, memoria e futuro
Il sipario si solleva lentamente. Le luci tremolano come ricordi che emergono dal passato. Una sala silenziosa trattiene il respiro. Siamo al Teatro Il Maggiore, 18 febbraio 2026, e sul palcoscenico prende vita un secolo di danza: il Centenario di Susanna Egri.
Qui, tra la magia delle luci e la potenza del movimento, la storia del Novecento si intreccia con la creazione contemporanea. Susanna Egri, fondatrice della Fondazione Egri per la Danza, racconta il corpo, la memoria e il futuro con lo stesso linguaggio che ha rivoluzionato la danza italiana.
Una vita da romanzo europeo
Nata nel 1926, Susanna Egri ha attraversato guerre, esili e trasformazioni sociali con lo stesso ritmo dei passi di danza che l’hanno resa celebre.
Esule in Ungheria durante le persecuzioni razziali, figlia dell’allenatore del Grande Torino scomparso a Superga, protagonista dell’apertura delle trasmissioni Rai nel 1954, Egri ha trasformato ogni frattura della storia in slancio creativo.
Ancora oggi, a cento anni, insegna e coreografa a Torino, incarnando la danza come memoria viva e laboratorio del futuro.
Istantanee (1953): il ritorno alle origini
La serata del 18 febbraio riporta in scena Istantanee (1953), opera simbolo della giovinezza artistica di Egri, con la musica originale di Paul Arma.
Tre quadri – Figure nello spazio, Solitudine, Rapporti – trasformano il palcoscenico in un film in movimento: corpi che diventano fotogrammi di emozioni, tensioni e legami sociali.
La ripresa di Istantanee celebra le origini della compagnia EgriBiancoDanza, ma parla anche ai giovani di oggi con sorprendente attualità.

Prima nazionale: Cantata Profana – Il Cervo Fatato
Segue la prima nazionale di Cantata Profana – Il Cervo Fatato, nuova creazione di Raphael Bianco, dedicata a Susanna Egri.
Ispirata alla Cantata Profana dei nove cervi fatati di Béla Bartók, l’opera esplora legami familiari, connessione con la natura e liberazione individuale. La musica bartokiana diventa un racconto cinematografico in movimento, trasformando la danza in metafora di identità e libertà.
Dopo Verbania, lo spettacolo sarà in tournée a Vicenza, Canelli e Torino.

Centenario: memoria, innovazione e futuro
Il Centenario di Susanna Egri non si limita a una serata di spettacolo: cortometraggi musicali, documentari e una tournée nazionale trasformano la celebrazione in un progetto culturale vivo e diffuso.
«Arrivare a cento anni continuando a creare significa non smettere di interrogarsi sul tempo, sul corpo e sulla vita», afferma Egri.
Il Centenario diventa così un invito a vedere nella danza un patrimonio culturale condiviso, capace di unire esperienza e innovazione, memoria e futuro.
Cento anni danzati, cento anni raccontati, e ancora il passo non si ferma.
Susanna Egri ci insegna che la danza non è solo movimento: è memoria che respira, è storia che si trasforma, è futuro che prende forma nel corpo e nell’anima.
Ogni gesto sul palcoscenico diventa un filo che unisce generazioni, un ponte tra ieri e domani. E in ogni salto, in ogni piega, in ogni curva del corpo, vibra la promessa che l’arte, come la vita, continua sempre a muoversi, a sorprendere, a creare bellezza.
Cento anni non sono un traguardo: sono un invito. A guardare avanti. A danzare. Sempre.