Cannes accende il dibattito tra arte, politica e IA
Alla conferenza stampa inaugurale della giuria del Festival di Cannes, il presidente Park Chan-wook ha lanciato un messaggio destinato a far discutere: “Politica e arte non sono affatto separate né in conflitto”. Secondo il regista coreano, anche la dichiarazione politica più forte rischia di trasformarsi in semplice propaganda se priva di autentica forza artistica.
Accanto a lui una giuria internazionale composta da Demi Moore, Chloé Zhao, Paul Laverty, Ruth Negga, Stellan Skarsgård, Isaach de Bankolé, Laura Wandel e Diego Céspedes.
Park Chan-wook: “I festival aiutano il cinema indipendente”
Il regista sudcoreano ha ricordato il suo primo approdo sulla Croisette nel 2004, sottolineando come allora il cinema coreano fosse ancora poco rappresentato nei grandi festival internazionali.
“Oggi la Corea non è più ai margini dell’industria cinematografica mondiale”, ha spiegato, ribadendo il ruolo fondamentale dei festival nel dare visibilità a opere meno conosciute e lontane dai circuiti commerciali.
Demi Moore e Chloé Zhao riflettono sull’intelligenza artificiale
Tra i temi più discussi della conferenza c’è stata anche l’intelligenza artificiale. Demi Moore ha invitato a un approccio pragmatico: “Combattere l’IA significa affrontare una battaglia che probabilmente perderemo”. Per l’attrice americana, il futuro passa dalla capacità di collaborare con la tecnologia anziché respingerla.
Più filosofico l’intervento di Chloé Zhao, che ha richiamato il pensiero di Jung e il valore del mistero nell’arte. Secondo la regista, festival come Cannes restano uno degli ultimi spazi in cui il cinema può esistere anche senza spiegazioni razionali, grazie a quella dimensione “intangibile” capace di unire culture e sensibilità diverse.

Paul Laverty attacca i colossi tecnologici
Toni più politici quelli dello sceneggiatore Paul Laverty, che ha parlato di “tempi davvero oscuri”, citando la violenza sistematica e il conflitto a Gaza.
Laverty ha poi espresso forte preoccupazione per il potere delle grandi aziende tecnologiche e dell’intelligenza artificiale: “Non possiamo lasciare che miliardari della Silicon Valley decidano come dobbiamo vivere”.
Cinema, emozioni e umanità al centro della giuria
Anche gli altri membri della giuria hanno offerto spunti significativi. Diego Céspedes ha auspicato un cinema accessibile a tutti e non solo ai più ricchi, mentre Laura Wandel ha espresso il desiderio di vedere film capaci di raccontare sia la bellezza sia le ombre dell’umanità contemporanea.
Momento più leggero con Stellan Skarsgård, che alla domanda sulla convocazione in giuria ha risposto ironicamente: “Finalmente!”. Divertente anche il racconto di Isaach de Bankolé, costretto a rimandare con la figlia la visione del film su Michael Jackson per volare a Cannes.
