15/18, A Place To Heal: Cédric Kahn arriva a Roma

Dopo il passaggio alla 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, 15/18 (A Place To Heal) di Cédric Kahn arriva ad Alice nella Città 2026, portando al pubblico romano una storia che mette al centro la cura, l’ascolto e la possibilità di ricominciare. Il film, interpretato anche da Malou Khebizi, premiata a Venezia con il Premio Marcello Mastroianni, osserva il mondo della neuropsichiatria infantile senza trasformare la fragilità dei suoi protagonisti in un’etichetta.

15/18, recensione: Cédric Kahn ascolta gli adolescenti

Per tutti gli aggiornamenti, le anteprime e gli approfondimenti è possibile seguire lo speciale [Festa del Cinema di Roma 2026], pagina madre del nostro cluster dedicato alla manifestazione romana.

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Un reparto dove la cura passa dall’ascolto

Al centro di 15/18 (A Place To Heal) c’è un reparto di neuropsichiatria per adolescenti all’interno di un ospedale pubblico. È qui che arriva Lucia, 17 anni, accompagnata dalla polizia. Un luogo che la ragazza conosce già e nel quale ritrova Eloïse, un’amica ricoverata da tempo.

L’ingresso nel reparto significa anche confrontarsi con un gruppo di ragazzi alle prese con situazioni personali diverse, ma accomunati dalla necessità di trovare qualcuno disposto ad ascoltarli. Il film di Cédric Kahn sceglie così di guardare alla cura attraverso le relazioni che si costruiscono quotidianamente tra pazienti, medici ed educatori.

Cédric Kahn racconta pazienti e operatori

A guidare il lavoro del reparto è Etienne, medico che insieme ai suoi colleghi segue i ragazzi, incontra le loro famiglie e cerca di affrontare le difficoltà di un ambiente sottoposto a una pressione costante.

La prospettiva di 15/18 non si concentra soltanto sulle fragilità degli adolescenti. Anche chi si occupa di loro viene mostrato alle prese con responsabilità, limiti e difficoltà concrete. Ne nasce un equilibrio delicato, nel quale i rapporti tra pazienti e operatori possono diventare una forma essenziale di sostegno.

Tra momenti difficili e inattesi spiragli di leggerezza, Cédric Kahn costruisce un racconto che lascia spazio alla speranza senza semplificare la complessità delle esperienze raccontate.

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Malou Khebizi, dal premio di Venezia a Roma

Uno dei volti centrali del film è Malou Khebizi, protagonista che a Venezia 83 ha ricevuto il Premio Marcello Mastroianni. Il riconoscimento rafforza l’interesse attorno a 15/18 (A Place To Heal) e accompagna il film verso il pubblico di Alice nella Città.

Il percorso dalla Mostra del Cinema di Venezia alla manifestazione romana permette così al film di proseguire il proprio incontro con il pubblico, mantenendo al centro una storia adolescenziale raccontata attraverso il rapporto tra fragilità individuale e possibilità di cura.

L’arrivo di Enzo cambia gli equilibri

All’interno del reparto, l’arrivo del misterioso Enzo introduce un nuovo elemento di tensione. La sua presenza rischia di modificare gli equilibri costruiti fino a quel momento e porta i personaggi a confrontarsi ulteriormente con le proprie paure e con il significato dei legami creati durante il percorso.

15/18 (A Place To Heal) arriva dunque ad Alice nella Città 2026 come un film che mette al centro l’ascolto e la relazione, senza ridurre i suoi giovani protagonisti alle loro difficoltà. Dopo Venezia, il lavoro di Cédric Kahn trova così un nuovo spazio di incontro con il pubblico romano all’interno del programma dedicato al cinema per ragazzi e giovani adulti.

L’appuntamento si inserisce nel programma dello speciale [Festa del Cinema di Roma 2026], che raccoglie news, film, ospiti, anteprime e approfondimenti dedicati alla manifestazione e ad Alice nella Città.

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