Con “Vivo”, Raffaele Toninelli restituisce nuova linfa a Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, trasformandolo in un racconto teatrale che attraversa il Novecento fino a oggi. Lontano dalle ricostruzioni scolastiche o filologiche, lo spettacolo si fa gioco scenico, ironico e vitale, in cui le parole del grande autore siciliano vibrano di energia contemporanea. Lo spettacolo in scena al Teatro Gioiello di Torino dal 21 al 23 novembre 2025.
Mattia Pascal, l’uomo che vive due volte
Il protagonista pirandelliano, sospeso tra identità perduta e desiderio di rinascita, torna a parlare al pubblico di oggi, smarrito tra profili social e vite parallele.
Toninelli sceglie di mettere in luce la leggerezza nascosta nel testo, quel sorriso amaro con cui Mattia ride delle proprie disgrazie:
“Posso dire che da allora ho fatto il gusto a ridere di tutte le mie sciagure e di ogni mio tormento.”
Da questa frase nasce l’idea di un racconto che non teme l’ironia, capace di smontare la presunta “pesantezza” dei classici per restituirli nella loro essenza più umana e giocosa.
Pirandello e la contemporaneità dell’identità
“Vivo” percorre un secolo di vita e linguaggi, dal primo Novecento all’era digitale, per dimostrare quanto i temi pirandelliani restino attuali: il bisogno di cambiamento, la ricerca del sé, la possibilità di ricominciare.
“Mi trasformerò con paziente studio sicché, alla fine, io possa dire non solo di aver vissuto due volte, ma di essere stato due uomini diversi.”
È il sogno di ogni individuo che desidera riscrivere la propria storia, cambiare pelle, vivere più vite — e Toninelli lo racconta con ritmo, ironia e musica.
Un linguaggio per tutti, anche per i giovani
Lo spettacolo non tradisce Pirandello, ma lo trasporta nel presente, sperimentando un linguaggio accessibile e immediato, capace di parlare alle nuove generazioni.
In scena, le atmosfere musicali create da Raffaele Toninelli accompagnano lo spettatore in un viaggio che è insieme classico e moderno, reale e simbolico: un “caso davvero strano”, per citare Pirandello, che diventa specchio del nostro tempo.
Un classico che ride ancora
Con “Vivo”, il capolavoro pirandelliano smette di essere una lezione di letteratura e torna a essere ciò che era all’origine: un atto d’amore verso la vita, anche nelle sue contraddizioni.
Pirandello, rivisto da Toninelli, non è più solo un autore da studiare, ma un compagno di viaggio che ci insegna, con ironia, che si può rinascere ogni giorno — anche solo cambiando punto di vista.