L’obiezione di coscienza appartiene alla storia d’Italia sin dalla Prima Guerra Mondiale, con Luigi Luè, Giovanni Gagliardi e Remigio Cuminetti. Durante il fascismo, agli albori dell’Italia repubblicana con Pietro Pinna, fino agli oltre 14mila testimoni di Geova, tra la fine degli anni Settanta e Novanta.

Quali anni ripercorre il libro di Marco Labbate?

Il libro di Marco Labbate la ripercorre, limitatamente agli anni 1946-1972, in modo lucido e scientifico; documentata da una ricca bibliografia. Fin dall’introduzione l’autore dichiara i suoi intenti: “Raccontare la lunga lotta per il riconoscimento”, presentando l’“obiezione di coscienza” come “l’atto di chi si oppone in modo manifesto a una legge ritenuta intimamente ingiusta, senza sottrarsi alle conseguenze penali. Ma è anche un “omaggio”… [ai] ragazzi, che a cavallo dei loro vent’anni, per un ideale, hanno affrontato il carcere militare… a loro modo degli eroi”.

Il primo obbiettore

L’autore inizia dal “primo” obiettore noto, Pietro Pinna, pur citando i casi precedenti del pentecostale Rodrigo Castiello, e del testimone di Geova Enrico Ceroni, le cui motivazioni religiose non miravano all’ottenimento di un riconoscimento politico.
Il cammino, puntualmente cronologico, è facilmente percorribile. Le uniche tortuosità sono rappresentate dagli iter politici, istituzionali e parlamentari controversi, durati oltre vent’anni, divisi fra un riconoscimento “aperto” e uno “chiuso”. Quest’ultimo fu l’approdo della Legge 772 del 1972: «Norme per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza».

Il progetto, elaborato dal parlamentare Giovanni Marcora, era rivolto agli “obbligati alla leva” e concepito per “soddisfare
l’obbligo del servizio militare”. (Art. 1) Desiderio della maggioranza degli obiettori all’epoca era d’esserne esentati e non di “soddisfar[n]e l’obbligo” con un servizio non armato ma soggetto all’ordinamento militare. Com’era prevedibile, i testimoni di Geova non la accolsero perché non in linea con i princìpi di assoluta neutralità alla base della loro personalissima obiezione.

“Nonostante le questioni irrisolte, la legge rappresenta uno spartiacque: da questo momento la storia dell’odc diventa storia del servizio civile… legata più a una matrice solidaristica, che ai principi di antimilitarismo e nonviolenza”. È il “bicchiere mezzo pieno” cui l’autore, in chiusura, invita il lettore a guardare. Un testo di storia contemporanea avvincente come un romanzo.

Marco Labbate – UN’ALTRA PATRIA. L’OBIEZIONE DI COSCIENZA NELL’ITALIA REPUBBLICANA – Pacini Editore – 2020 (pp. 300, € 20)