Dal nostro inviato a Torino, Franco Tripodi
Torino si illumina alle 18.45, quando il sipario del Teatro Regio si apre e la città torna a respirare cinema. Un gesto antico, quasi rituale: le luci che si abbassano, il brusio che si placa, la sensazione sospesa di qualcosa che sta per iniziare. È in questo clima che prende vita la cerimonia inaugurale del 43° Torino Film Festival, uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno.
Una cerimonia elegante guidata da Giulio Base e Laura Chiatti
A condurre l’apertura sono Giulio Base e Laura Chiatti, presenza sobria e raffinata sul palcoscenico. Nessun clamore, nessun effetto eccessivo: solo il cinema al centro, come da tradizione del TFF.
La serata si trasforma presto in un momento di celebrazione quando vengono consegnate le sette “Stelle della Mole” a personalità che hanno saputo trasformare lo sguardo in narrazione.
I premiati di quest’anno sono:
- Spike Lee
- Jacqueline Bisset
- Daniel Brühl
- Sergio Castellitto
- Claude Lelouch
- Stefania Sandrelli
- Aleksandr Sokurov
Sette nomi che non hanno bisogno di ulteriore luce, perché già brillano da soli nel panorama del cinema internazionale.
“Eternity”: il film d’apertura che apre nuove domande
A seguire, il primo fotogramma ufficiale del festival: Eternity, la nuova commedia sospesa diretta da David Freyne.
Il film immagina un aldilà in cui si hanno soltanto sette giorni per scegliere chi portare con sé per sempre. Una storia intima, quasi metafisica, che ricorda quanto le decisioni fondamentali della vita arrivino spesso in silenzio, come certi amori e certe partenze.
Torino torna a essere un set: la magia dell’apertura
L’apertura del 43° Torino Film Festival è un esercizio di eleganza e consapevolezza: nessun eccesso, nessuno sfarzo gratuito, ma la solida fiducia nella forza delle immagini e nell’attesa che precede ogni racconto.
Per una sera, Torino torna ad essere un set, un luogo in cui tutto può accadere. E gli spettatori, avvolti nel buio della sala, tornano a guardare la luce che prende forma sullo schermo.