All’Inalpi Arena di Torino, gli spalti pieni, i maxischermi e la partecipazione corale hanno trasformato il congresso internazionale dei Testimoni di Geova in un evento di grande impatto spirituale e organizzativo, con oltre 13mila partecipanti arrivati da tutto il Piemonte. (Foto di copertina: Bonaluce Andrea)
L’apertura è stata affidata al videoracconto “La buona notizia secondo Gesù (episodio 5)”, centrato sul tema “Le folle erano stupite dal suo modo di insegnare”. A seguire, una serie di interventi ha posto al centro la figura di Gesù e i suoi insegnamenti, indicati come guida per una felicità stabile e duratura.
Il congresso, intitolato “Felici per sempre”, ha proposto una riflessione sul ruolo della spiritualità nella vita quotidiana e sulla possibilità di costruire un percorso di senso attraverso la fede e la comunità.
Il momento del battesimo: 40 nuovi che si uniscono alla fede
Tra i momenti più significativi dell’evento, il battesimo collettivo di 40 persone ha attirato l’attenzione dei presenti. I candidati, di età compresa tra i 12 e i 90 anni, hanno vissuto il rito come passaggio centrale del loro percorso spirituale.
Il gesto, celebrato davanti alla platea, ha rappresentato uno dei passaggi più partecipati del congresso, segnando simbolicamente l’ingresso nella comunità religiosa.
Antonio Donnarummo
Antonio Donnarummo è il portavoce locale dei Testimoni di Geova.
Cosa rappresenta il fatto che oggi siano state battezzate 40 persone con un’età compresa tra i 12 e i 90 anni?
Dimostra le caratteristiche eterogenee della comunità dei Testimoni di Geova, ma anche che la spiritualità o la ricerca delle cose spirituali non è condizionata dall’età, non è preclusa a nessuno.
Qual è il significato del battesimo per un Testimone di Geova?
È un punto di partenza consapevole.
Come si prepara una persona prima di decidere di battezzarsi?
Deve necessariamente attrezzarsi e prepararsi. Deve acquisire quella consapevolezza a cui facevo riferimento. Da qui comincia il rapporto di amicizia con Dio, un percorso talvolta insidioso ma carico di fascino, di bellezza e con un finale mozzafiato.
Cosa significa per un ragazzo di 12 anni essere considerato pronto per il battesimo?
Torno a rimarcare il concetto di consapevolezza. Un giovane è pronto quando esprime la propria scelta volontariamente, non sull’onda dell’entusiasmo o perché lo fanno anche gli altri, ma perché è riuscito a raccogliere prove sufficienti per poter determinare da sé che quella è senz’altro la scelta migliore da fare per se stesso.
Ci sono storie particolarmente significative tra i 40 battezzati che potete condividere, nel rispetto della loro privacy?
Abbiamo ascoltato storie incredibili: solitudine, disturbi emotivi, la perdita di una persona cara, fino al caso di chi è tornato indietro dopo aver lasciato i Testimoni di Geova cinque anni fa. Dio può diventare un punto fermo, un punto di riferimento per ognuno di noi. Sono davvero felici coloro che riconoscono e ascoltano la propria parte spirituale.
Il contributo della psicologa Raffaella Di Marzio
Raffaella Di Marzio, psicologa delle religioni e direttrice del Centro Studi LIREC (Libertà di Religione, Credo e Coscienza), presente al congresso anche durante il momento dei battesimi, è considerata una delle principali esperte italiane di minoranze religiose, sette e dinamiche dei nuovi movimenti religiosi.
Secondo la sua analisi, il battesimo si è distinto per la forte componente emotiva e simbolica. Le persone immerse nell’acqua sono apparse profondamente coinvolte, spesso commosse e circondate dall’affetto dei familiari. Il rito è stato vissuto non come un gesto formale, ma come un passaggio identitario, capace di segnare l’inizio di una nuova fase personale e spirituale.
Come ha osservato la studiosa: “È stato un momento di grande intensità emotiva, in cui il gesto dell’immersione è apparso come l’inizio percepito di una nuova identità religiosa e personale.”

Raffaella Di Marzio con Luca Brocchin (ufficio stampa) Foto: per gentile concessione Manuel Mastropaolo
Il congresso di Torino si è chiuso lasciando spazio a un racconto collettivo fatto di fede, testimonianze e partecipazione.
Tra i momenti centrali, il battesimo delle 40 persone ha rappresentato il punto più simbolico dell’evento, inserito in un contesto più ampio di riflessione sulla felicità e sul ruolo della spiritualità nella vita quotidiana.