Le risorse destinate allo spettacolo in Piemonte non sono più sufficienti a sostenere il sistema culturale regionale. È quanto emerge dalle graduatorie pubblicate in seguito all’assegnazione dei contributi alle imprese dello spettacolo e ribadito ufficialmente da AGIS Piemonte Valle d’Aosta, che ha inviato una lettera al Presidente della Regione Alberto Cirio e agli Assessori Andrea Tronzano e Vittoria Poggio Chiarelli, chiedendo un incontro congiunto e urgente.

La criticità

Secondo quanto evidenziato da AGIS, i dati confermano una criticità già emersa nei mesi precedenti: a fronte di un aumento significativo sia della qualità sia della quantità dei progetti presentati, le risorse disponibili risultano oggi inadeguate. Un disallineamento che rischia di compromettere la tenuta complessiva del comparto culturale piemontese.

Nella lettera, AGIS riconosce il valore del Testo Unico sulla Cultura, che ha rappresentato un passaggio decisivo per la crescita e la diffusione dell’offerta culturale sul territorio. Tuttavia, il numero sempre più elevato di operatori in grado di presentare progetti validi rende evidente la distanza tra la domanda di sostegno e i fondi effettivamente disponibili.

Il deficit

Dalle ultime assegnazioni emerge un dato particolarmente allarmante: circa il 30% dei progetti formalmente ammissibili non ha ricevuto alcun finanziamento, nemmeno parziale. Una situazione che mette seriamente a rischio la continuità delle attività e che potrebbe avere conseguenze rilevanti sul piano occupazionale, creativo e sociale. Per molti operatori esclusi, infatti, si apre una fase critica che può comprometterne la sopravvivenza.

L’invito

Per questo motivo, AGIS invita la Regione Piemonte a intervenire con urgenza, destinando nuove risorse che consentano almeno di garantire il contributo previsto per il secondo e terzo anno della triennalità 2022–2024 ai soggetti risultati idonei ma non finanziati. Un passaggio ritenuto indispensabile per tutelare competenze consolidate e preservare la pluralità dell’offerta culturale.

Contestualmente, l’associazione chiede l’apertura di un tavolo di confronto per individuare soluzioni condivise in grado di assicurare stabilità agli operatori e continuità al sistema culturale regionale.

«La cultura piemontese – sottolinea Gimmi Basilotta, Presidente di AGIS Piemonte Valle d’Aosta – è una vera e propria infrastruttura sociale e identitaria della nostra comunità. Continuare a investirvi significa scegliere crescita, coesione e futuro. La cultura non può permettersi di fermarsi».