Dopo i successi internazionali di Sacro GRA e Fuocoammare, Gianfranco Rosi torna sotto i riflettori del cinema mondiale con il suo nuovo documentario, “Sotto le Nuvole”, ora in corsa per una possibile nomination agli Oscar 2026.
Il regista romano ha accompagnato il film a Los Angeles, presentato ai membri dell’Academy. Il 16 dicembre verranno annunciati i titoli che accederanno alla short list per la 98ª notte degli Oscar, prevista il 15 marzo 2026.
Il Vesuvio come simbolo e protagonista
Girato interamente in bianco e nero, Sotto le Nuvole ha come protagonista silenzioso il Vesuvio, simbolo eterno di forza, distruzione e rinascita.
Rosi ha raccontato di aver trascorso tre anni a Napoli, immergendosi nei luoghi e tra le persone per catturarne l’anima più autentica:
“Quando ho iniziato non avevo un piano preciso — spiega — volevo solo ascoltare il tempo e la storia. La realtà ti cambia sempre le idee, e per entrarci davvero serve tempo.”
Il film, già passato al Festival dell’American Film Institute, si presenta come una riflessione poetica sul tempo, la memoria e il legame con la terra.
Un incontro artistico con Daniel Blumberg
Elemento inedito per il cinema di Rosi è la presenza di una colonna sonora originale, firmata dal compositore Daniel Blumberg, vincitore dell’Oscar nel 2025 per le musiche di The Brutalist di Brady Corbet.
“Non avevo mai usato musica nei miei film – confessa Rosi – ma per la scena finale sott’acqua ho sentito che serviva qualcosa di più del solo suono ambientale.”
I due artisti si conoscono da oltre dieci anni, da un incontro in un festival a Istanbul. Quando Blumberg ha accettato di collaborare, è arrivato a Roma “con l’Oscar in valigia”, racconta Rosi con ironia.
Il lavoro sulla musica è diventato un esperimento sonoro unico: registrazioni subacquee nella vasca da bagno del compositore, microfoni sulla spiaggia e tra le rocce di Napoli, altoparlanti immersi nel mare.
Il risultato è una colonna sonora stratificata, con undici momenti musicali che danno al film un respiro nuovo, sospeso, quasi mistico.
Un film di tempo, silenzio e metamorfosi
Con Sotto le Nuvole, Gianfranco Rosi continua la sua esplorazione del reale attraverso immagini contemplative e linguaggio visivo potente.
Il Vesuvio e Napoli diventano metafore di una condizione umana universale: la fragilità del vivere sotto una minaccia costante, ma anche la bellezza che nasce dalla resistenza e dal tempo che scorre.
Dopo Sacro GRA (Leone d’Oro a Venezia 2013) e Fuocoammare (Orso d’Oro a Berlino 2016 e nomination all’Oscar), il regista conferma la sua capacità di trasformare la realtà in pura poesia cinematografica.