Sofia Valleri è una presentatrice, attrice e modella italiana, nota per il suo percorso nel mondo dello spettacolo e per il suo interesse verso il lato umano delle storie che racconta. Dopo aver iniziato come attrice, è diventata modella e conduttrice, costruendo una carriera tra Italia e a livello internazionale.
È ideatrice e volto del format Meet the Driver, in cui esplora il mondo del motorsport raccontando non solo le competizioni, ma soprattutto le emozioni, i sacrifici e la vita dei piloti. Accanto alla carriera, è anche madre e porta avanti un equilibrio tra vita professionale e familiare.
D. Siamo qui con Sofia Valleri, presentatrice, attrice e modella. Partiamo dall’inizio: chi è Sofia oggi e cosa fa nella sua vita?
R. Sofia è sicuramente una sognatrice, ma una di quelle che lavora per realizzare i propri sogni. Mi definisco anche una “mestierante”, perché amo profondamente quello che faccio. Ho iniziato come modella, soprattutto per raggiungere una mia indipendenza economica e personale. Poi ho capito che quel mondo non mi rappresentava del tutto e mi sono avvicinata alla recitazione, studiando arte drammatica e vivendo tra Milano, Roma e Los Angeles. Il contatto con il pubblico è sempre stato fondamentale per me, ed è anche ciò che mi ha portata oggi a fare la presentatrice.

D. Oggi sei molto legata al tuo progetto Meet the Driver. Di cosa si tratta esattamente?
R. È un format che nasce da un’esperienza personale: mio figlio correva nei kart e io lo accompagnavo nei circuiti. Da lì ho scoperto il mondo del motorsport da dentro. Ho capito che mancava un racconto umano: si parla sempre di chi vince, ma non delle difficoltà, dei sacrifici, delle paure e della vita dei piloti. Io ho voluto raccontare proprio questo, ciò che si cela dietro il casco. Vedo questi piloti quasi come eroi moderni, in un senso molto romantico.
D. Da quanto tempo porti avanti questo progetto?
R. Da circa due anni, ed è diventato per me quasi come un figlio.
D. Tuo figlio continua con il motorsport?
R. In realtà no, si è fermato proprio quando doveva iniziare le gare e si è appassionato al calcio. Io credo sia giusto così: è importante che i bambini si esplorino prima di intraprendere un percorso così impegnativo.
D. Dal tuo punto di vista, come sono i piloti a livello umano?
R. Sono persone molto profonde e consapevoli. È uno sport estremamente mentale, oltre che fisico. C’è il rischio della vita, e molti di loro hanno vissuto esperienze forti, anche la perdita di amici e colleghi. Questo li rende molto introspettivi, rispettosi e maturi. Hanno una sensibilità sorprendente, nonostante l’immagine forte e “adrenalinica” che trasmettono.
D. Torniamo un attimo al tuo percorso. Hai fatto tante cose prima di arrivare qui…
R. Sì, ho iniziato con il teatro già da giovane. Poi ho lavorato come interprete in tribunale, grazie al fatto che parlo più lingue. Studiavo anche giurisprudenza, ma sentivo di avere dentro qualcosa di diverso, una forte esigenza di esprimermi. La scelta di fare la modella e poi intraprendere una carriera artistica non è stata facile, soprattutto perché la mia famiglia non era d’accordo. Però ho deciso di seguire la mia strada.
D. Oggi senti di aver trovato la tua dimensione?
R. Sì, ma non in una sola cosa. Credo che una persona possa avere più lati e più talenti. Io mi sento a mio agio nella recitazione, nella conduzione e nella comunicazione in generale. Ho lavorato anche per una televisione legata al mondo del lusso, Superyacht TV, ma lì mi mancava il lato umano, che invece ho ritrovato con Meet the Driver.
D. Qual è stata una delle esperienze più significative legate al tuo programma?
R. Ce ne sono tante. Ad esempio ho testato moto in MotoGP ed è stata un’esperienza estrema, che mi ha fatto capire quanto sia difficile e rischioso quel mondo. Poi intervistare piloti come Giancarlo Fisichella è stato molto importante: rappresenta il sacrificio, la determinazione e un percorso costruito passo dopo passo.
D. C’è qualcuno che ti ha colpita particolarmente?
R. Sì, più che sorpreso direi colpito a livello umano. Ad esempio Steve Johnson, che ha trasformato le sue esperienze nel motorsport in arte, dipingendo emozioni e sensazioni legate alla velocità. Questo dimostra quanto siano sensibili questi piloti.
D. Parliamo delle donne nel motorsport. Che situazione hai percepito?
R. È uno degli sport dove il divario è ancora evidente, ma qualcosa sta cambiando. Ho avuto momenti di grande complicità con altre donne, consapevoli che stiamo conquistando uno spazio che prima era quasi impossibile. È assurdo che nel 2025 si parli ancora di “rivoluzione”, ma è anche un segnale positivo.
D. Passiamo alla tua vita privata. Sei sposata con Gianluca Tozzi: come è nata la vostra storia?
R. Ci siamo conosciuti per lavoro, anche se poi il lavoro è passato subito in secondo piano. È stato un incontro molto naturale. La cosa bella è che ci eravamo già incrociati anni prima, quando avevo 15 anni, e lui si ricordava perfettamente di me. È una storia che trovo molto romantica.
D. Che tipo di rapporto avete?
R. Lui è una persona molto riservata, ed è proprio una delle cose che mi ha fatto innamorare. Abbiamo un equilibrio che funziona.
D. Guardando al futuro, cosa vedi per te?
R. Per un periodo ho messo la mia carriera in pausa per dedicarmi ai miei figli, perché per me sono sempre stati la priorità. Ora che stanno crescendo, voglio tornare a investire su me stessa e sul mio lavoro. Mi piacerebbe tornare in televisione e far crescere sempre di più Meet the Driver. Credo sia importante essere presenti per i figli, ma anche realizzarsi come donne.
D. Grazie per aver condiviso con noi la tua storia.
R. Grazie a voi, è stato un piacere.