In vista della 76esima edizione del Festival di Sanremo, la vocal coach Silvia Chiminelli condivide aspettative e riflessioni su quello che resta l’appuntamento musicale più importante della televisione italiana.
Molto attiva sui social, dove commenta con competenza e ironia lo stato della musica contemporanea, Chiminelli si prepara a una settimana di full immersion nella kermesse ligure con uno sguardo tecnico ma anche profondamente artistico.
“Sanremo è il Festival della canzone, ma conta come viene interpretata”
«Cosa mi aspetto da questo Sanremo? Innanzitutto ricordiamoci che è il Festival della canzone, ma è altrettanto importante il modo in cui quella canzone viene veicolata», afferma la vocal coach.
Un’osservazione che va al cuore della competizione: non basta un buon brano, serve un’identità chiara e una forte consapevolezza interpretativa.
«Mi auguro che i brani non siano stati scritti semplicemente per risultare “sanremesi”, ma perché rappresentano davvero l’identità dell’artista che li interpreta».
In un’epoca in cui la costruzione del pezzo sembra talvolta seguire formule consolidate, l’auspicio è quello di ascoltare canzoni autentiche, capaci di raccontare davvero chi le porta sul palco.
La prova tecnica dell’Ariston: orchestra, tensione e cinque serate consecutive
Il palco del Teatro Ariston rappresenta una delle prove più complesse per qualsiasi cantante.
«Sanremo è una prova tecnica molto impegnativa: cantare con un’orchestra dal vivo, gestire la tensione psicologica e sostenere tutto questo per cinque serate consecutive richiede una forte personalità artistica e una solida preparazione tecnica».
Non solo performance vocale, dunque, ma resistenza fisica ed emotiva. L’esecuzione reiterata dello stesso brano diventa un banco di prova decisivo.
«Come dico sempre ai miei allievi, eseguire lo stesso brano per cinque sere di seguito cantandolo metricamente identico significa essere un semplice esecutore, senza anima e con seri problemi tecnici. Interpretarlo ogni volta con piccole, naturali variazioni significa essere artista, perché la voce è lo specchio dell’anima e veicola emozioni che, per loro natura, variano costantemente».
Secondo Chiminelli, sarà interessante osservare quali artisti riusciranno a mantenere viva l’emozione sera dopo sera, evitando performance meccaniche e ripetitive.

UnMastered Voice: il libro che racconta il mondo del vocal coaching
Parallelamente all’attività didattica e alla divulgazione online, Silvia Chiminelli ha recentemente pubblicato il libro UnMastered Voice: Verità e assurdità dal mondo del Vocal Coaching.
Un saggio che si propone come un viaggio schietto e competente dentro la professione del vocal coach. Nel volume, l’autrice affronta:
- Gli errori più comuni nello studio del canto
- Le credenze dure a morire nel mondo della vocalità
- Le presunte tecniche “miracolose”
- L’importanza di una didattica onesta e rispettosa della fisiologia
Il libro mette al centro l’unicità artistica di ogni cantante, sottolineando quanto sia fondamentale una formazione consapevole e personalizzata, lontana da standardizzazioni forzate.
Sanremo 2026 tra tecnica e verità artistica
In attesa di scoprire i protagonisti e i brani in gara, le parole di Silvia Chiminelli offrono uno spunto di riflessione importante: il Festival non è soltanto uno spettacolo televisivo, ma un banco di prova artistico totale.
Tra orchestra dal vivo, pressione mediatica e giudizio del pubblico, emergerà chi saprà trasformare una canzone in un racconto vivo, autentico, capace di evolvere di sera in sera.
Perché, come ricorda la vocal coach, la voce non è mai identica a se stessa: cambia con le emozioni. E proprio lì si misura la differenza tra esecuzione e interpretazione.