Si alza ufficialmente il sipario sulla 76ª edizione del Festival di Sanremo. La prima conferenza stampa al Teatro Ariston ha dato il via alla settimana più attesa della musica italiana, tra emozione, memoria storica e inevitabili polemiche.

Ad aprire l’incontro con i giornalisti è stato un omaggio sentito a Pippo Baudo, il conduttore che più di ogni altro ha segnato la storia del Festival.

Il Festival “baudiano” di Carlo Conti

“Il mio è un festival baudiano”, ha dichiarato il direttore artistico e conduttore Carlo Conti, visibilmente commosso. “Pensate la mia emozione: tocca a me fare il primo Festival senza Pippo Baudo”.

Baudo, recordman con 13 edizioni, sarà ricordato già nella serata inaugurale con un omaggio ufficiale. In platea siederanno i figli Tiziana e Alessandro, mentre la famiglia Vacchino ha voluto dedicare il “quaderno dell’Ariston” al grande presentatore.

Conti, alla sua quinta direzione artistica, ha anche scherzato: “Io e Amadeus ormai aspettiamo la cittadinanza onoraria”.

Patty Pravo

Laura Pausini: emozione e consapevolezza

Accanto a Conti ci sarà Laura Pausini, per la prima volta co-conduttrice dell’intera edizione.

L’artista ha ricordato il debutto del 1993 proprio grazie a Baudo: “È il premio più importante che abbia mai vinto”. E ha raccontato la telefonata fatta a Baudo quando le è stata proposta la conduzione: “Mi disse: sei pronta, vai tranquilla. Quelle parole le porto nel cuore”.

Sul tema degli haters e delle polemiche social, Pausini ha risposto con serenità: “Su migliaia di commenti, quelli negativi fanno più rumore. Ma io mi sento amata in questo Paese”.

Francesco Renga

Gli ospiti: sport e valori olimpici

Mercoledì il palco dell’Ariston ospiterà protagonisti dello sport italiano in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Presenti:

  • Arianna Fontana
  • Francesca Lollobrigida
  • Lisa Vittozzi
  • Giacomo Bertagnolli

Un segnale forte di connessione tra musica, sport e valori di inclusione.

Fedez e Marco Masini

Politica e polemiche: la posizione di Conti

Ampio spazio anche alle domande sulle presunte pressioni politiche legate agli ospiti e ai rumor su una possibile presenza della premier Giorgia Meloni.

La risposta è netta: “Fantascienza pura. Preferisco che si dica che non so fare il mio mestiere piuttosto che qualcuno pensi che mi abbiano imposto un ospite”.

Conti rivendica autonomia e indipendenza: “Quando c’era Renzi ero renziano, oggi meloniano, domani cinquestelliano. Io sono un uomo libero”.

Innovazione e nuove generazioni

Alla critica di essere un “normalizzatore”, il direttore artistico risponde citando artisti lanciati o valorizzati nelle sue edizioni, come Mahmood, Irama ed Ermal Meta.

Secondo Conti, il Festival resta un laboratorio musicale capace di coniugare tradizione e innovazione, offrendo spazio sia ai Big sia ai giovani talenti provenienti da Sanremo Giovani.

Un’edizione tra memoria e futuro

La 76ª edizione si presenta quindi come un ponte simbolico tra passato e futuro: il primo Festival senza Baudo, l’ultimo di Conti alla direzione artistica, e un palco che continua a rappresentare il centro della musica italiana.

Sanremo 2026 parte così tra emozione, identità e voglia di guardare avanti, consapevole del proprio peso culturale e mediatico.