Alpi e Appennini innevati, oltre duemila metri di altitudine, temperature estreme e memoria storica. Fino al 14 febbraio Samuele Rossi sta girando le ultime e più impegnative scene di “Se venisse anche l’inferno”, nuovo film di finzione prodotto da Echivisivi con Solaria Film e MYmovies, in uscita nelle sale nell’autunno 2026.

Le riprese si svolgono tra le montagne della Valle d’Aosta e dell’Appennino tosco-emiliano, trasformando il paesaggio in un teatro naturale che ricostruisce l’inverno più freddo del Novecento: quello tra il 1944 e il 1945, nel pieno della guerra e della lotta partigiana.

Un film sulla Resistenza tra neve, fame e solitudine

Il cuore del racconto è Gio, nome di battaglia di un partigiano rimasto solo dopo un feroce rastrellamento nazi-fascista. Rifugiato in alta quota, deve sopravvivere all’inverno e alla caccia delle truppe nemiche.

Il titolo richiama un adattamento partigiano del canto alpino “Su pei monti vien giù la neve”, evocando il gelo e la determinazione di chi ha resistito.

Rossi sceglie uno stile visivo immersivo: piani sequenza, long take, continuità temporale senza tagli evidenti. La macchina da presa segue il “corpo” del protagonista mentre la Storia lo travolge. Un linguaggio che fonde cinema documentario e reportage di guerra, cifra stilistica già presente nei lavori precedenti del regista.

Un cast internazionale tra cinema d’autore e grande schermo

Sul set, per la prima volta insieme:

  • Ivan Franek, noto al pubblico italiano per Brucio nel vento e recentemente coinvolto in produzioni internazionali;
  • Giusi Merli, indimenticabile ne La grande bellezza e in Dune – Parte Due;
  • Cisco, all’anagrafe Stefano Bellotti, storico frontman dei Modena City Ramblers, qui al suo esordio come attore.

Nel cast anche Giorgio Colangeli, Luca Tanganelli, Luca Vergoni e giovani interpreti valdostani, a rafforzare il radicamento territoriale del progetto.

Riprese estreme tra Valle d’Aosta e Appennino

Le scene più dure vengono girate oltre i 2000 metri all’Arp De Praz, nel comune di Doues, sotto la conca di Champillon. La troupe si sposta poi nei boschi di Fellicarolo, nel comune di Fanano, e nelle vallate della Riserva dell’Acquerino a Cantagallo.

Un set naturale che diventa elemento narrativo centrale: neve, boschi fitti, isolamento. La montagna non è solo sfondo, ma personaggio vivo della storia.

Echivisivi passa alla finzione dopo il successo su Berlinguer

“Se venisse anche l’inferno” segna un passaggio cruciale per Echivisivi, dopo oltre dieci anni di documentario e il successo di Prima della fine – Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer, candidato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento 2025.

Il film rappresenta anche una tappa evolutiva per MYmovies, che co-produce per la prima volta un’opera accompagnandola fino alla distribuzione sulla piattaforma MYmovies ONE.

Memoria storica e impegno civile

Samuele Rossi torna alla finzione mantenendo saldi i temi che attraversano la sua filmografia: memoria storica, identità nazionale, impegno civile.

Ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta un’Italia devastata dalla guerra, abbandonata alla fame e alla paura, ma ancora capace di resistere.

L’uscita è prevista per l’autunno 2026. E promette di riportare sul grande schermo una pagina intensa e dolorosa della storia italiana, con uno sguardo contemporaneo e immersivo.