Un festival dedicato alla sperimentazione
Si è conclusa a Roma, nel quartiere San Lorenzo, l’ottava edizione del Ru-mòre – Cinema and Audiovisual Experimentation Festival, appuntamento dedicato al cinema contemporaneo e alle nuove forme dell’audiovisivo. Tra innovazione e ricerca, il festival ha premiato opere capaci di esplorare linguaggi e tematiche non convenzionali.
Il miglior cortometraggio: “Water Sports”
Il premio come Miglior Corto è stato assegnato al filippino Water Sports di Whammy Alcazaren. Il film racconta la storia di due giovani innamorati, Jelson e Ipe, alle prese con un mondo devastato dalla crisi climatica. Attraverso una narrazione poetica e frammentata, l’opera riflette sul potere dell’amore come forma di sopravvivenza in uno scenario al limite.
Miglior regia a “Emy Nails”
Il premio per la Miglior Regia è andato a Emy Nails di Camilla Carè. Ambientato in un centro estetico di Roma Est, il corto trasforma uno spazio quotidiano in un microcosmo sospeso, dove lavoro, lingue e identità si intrecciano. Il film esplora con sensibilità l’alienazione e la tensione invisibile del lavoro contemporaneo.
Un’edizione tra premi e sperimentazione
La giuria, presieduta da Adele Tulli, ha assegnato numerosi riconoscimenti tra cui menzioni speciali e premi dedicati a sceneggiatura, colonna sonora, produzione e linguaggi innovativi. Tra i titoli segnalati anche Bleat!, Their Eyes e Green Gray Black Brown, a conferma della forte vocazione internazionale e sperimentale del festival.
Con il supporto di istituzioni e partner culturali, Ru-mòre si conferma come uno spazio centrale per il cinema indipendente e le nuove forme di narrazione audiovisiva.