Oggi che Robert Redford non c’è più, mi torna alla mente uno dei momenti più emozionanti che lo hanno visto protagonista in tempi recenti: il Leone d’Oro alla carriera ricevuto nel 2017 alla Mostra del Cinema di Venezia, insieme a Jane Fonda. Un premio alla sua lunga, coerente, straordinaria carriera, ma anche a un’amicizia artistica che ha attraversato decenni, lasciando un segno nel cuore del pubblico e nella storia del cinema. In quel giorno speciale, Redford ricevette una delle ovazioni più sentite del festival, e le sue parole, insieme a quelle della Fonda, restano oggi come un testamento umano, oltre che artistico.

Un Leone d’Oro che era anche una dichiarazione d’amore al cinema

Nel 2017, in occasione della 74ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, la Biennale decise di celebrare Robert Redford e Jane Fonda insieme, per il loro legame artistico, umano e culturale. Un gesto raro, ma più che meritato: Redford, icona del cinema impegnato e indipendente, e Fonda, simbolo di coraggio e trasformazione, avevano segnato intere generazioni.

Il direttore del festival, Alberto Barbera, lo definì così:

“Un artista completo, capace di passare da star di Hollywood a regista indipendente, sempre fedele a un’idea di cinema che sa parlare alla coscienza.”

Quel Leone d’Oro non era solo un premio: era un abbraccio del cinema europeo a uno dei suoi più grandi protagonisti americani.

Le parole di Redford e Fonda: oggi suonano ancora più forti

Alla cerimonia e durante la conferenza stampa, Redford e Fonda si lasciarono andare a sincere riflessioni, battute affettuose e momenti che oggi, dopo la sua scomparsa, commuovono ancora di più.

  • Redford, con il suo solito aplomb: “Volevo fare un altro film con Jane prima di morire.”
    Una frase che, oggi, assume un significato diverso. Forse era una battuta, ma ora suona come un saluto consapevole.
  • Fonda, tra ironia e emozione: “Robert bacia ancora benissimo.”
    “Avevo delle fantasie su di lui… e adesso le dico tutte qui!”
    Un modo divertente e profondo per raccontare un’intesa che ha attraversato il tempo.

Redford raccontò anche il suo amore per l’Italia:

“Da giovane volevo fare il pittore, ho studiato arte a Firenze. Questo premio mi riporta in un luogo dove tutto è iniziato“.

Jane Fondo e Robert Redford

Il film “Le nostre anime di notte” e la loro ultima volta insieme

Quella sera non fu solo celebrazione: Redford e Fonda presentarono fuori concorso anche “Le nostre anime di notte” (Our Souls at Night), una tenera storia d’amore tra due vedovi che cercano compagnia, conforto e una seconda possibilità.

Un film minimale, silenzioso, come il modo in cui Redford ha sempre scelto di parlare al cuore dello spettatore. E come l’ultima lettera che ci ha lasciato sullo schermo, insieme a una delle persone che lo ha conosciuto meglio.


Il mio ricordo personale

Tra i tanti momenti della carriera di Robert Redford, questo è quello che custodisco con più affetto. Vederlo salire sul palco con Jane Fonda, condividere sorrisi, ricordi, e poi stringere tra le mani quel Leone d’Oro, è stato come chiudere un cerchio.

Oggi che lui non c’è più, quelle immagini diventano ancora più preziose. Non solo per ciò che ha rappresentato per il cinema, ma per ciò che ha rappresentato per me, per noi: la bellezza del tempo che passa con dignità, con arte, con verità.