Il Ministero della Cultura ha revocato 66 milioni di euro di credito d’imposta concessi a produzioni legate al produttore cinematografico Andrea Iervolino. Il provvedimento, firmato dal dirigente Nicola Borrelli, ha sollevato forti critiche.
La replica di Iervolino: “Scelta affrettata”
Iervolino, insieme al suo legale Sergio Santoro (già presidente del Consiglio di Stato), ha definito la revoca un atto “frettoloso” e basato su informazioni “false e strumentali” fornite da Davide Peretti, ex liquidatore della società, nominato da Monika Bacardi. “Mi riservo ogni azione legale. Confido nella magistratura”, ha dichiarato Iervolino.
Revoca Tax Credit Cinema: il Tribunale smentisce il liquidatore
Una sentenza del Tribunale di Roma (10 giugno 2025) ha revocato Peretti per gravi irregolarità. Il giudice ha condannato lui e Mb Media SA (riconducibile a Bacardi) al rimborso delle spese a IA Media e Sipario Movies.
Tra le accuse:
- Invio al Ministero di documentazione falsa
- Mancanza di qualifiche professionali
- Tentativo di influenzare la governance societaria in modo illecito
Produzioni regolari e documentate
Iervolino afferma che tutte le produzioni coinvolte sono animate, regolarmente consegnate e depositate presso la Cineteca Nazionale. Sono state inoltre valutate da consulenti internazionali indipendenti, che ne hanno attestato la qualità e la legittimità dei costi.
Verso il TAR
L’imprenditore farà ricorso al TAR, auspicando l’annullamento del provvedimento.
“Il dirigente Borrelli ha ignorato il parere dell’amministratore giudiziario. Una condotta lontana dai principi di trasparenza”.