Il mondo dello spettacolo italiano piange la scomparsa di Remo Girone (Asmara, Eritrea, 1 dicembre 1948 ‒ Monaco, 2025), attore di grande spessore e intensità. È morto improvvisamente nella sua casa di Monaco, dove viveva da anni con la moglie Victoria Zinny, dopo una vita dedicata al teatro, al cinema e alla televisione. Aveva 76 anni. La sua figura resta nella memoria collettiva grazie al ruolo di Gaetano “Tano” Cariddi, magistrale magistrato‑corruttore nella serie TV La Piovra.
Giovinezza e formazione
- Nato da genitori italiani emigrati in Eritrea, Remo Girone trascorse l’infanzia ad Asmara.
- All’età di tredici anni si trasferì in Italia per proseguire gli studi.
- Dopo un primo periodo trascorso alla Facoltà di Economia e Commercio (poi abbandonata), si iscrisse all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, dove si diplomò.
Teatro: la scena come palestra di versatilità
Remo Girone ha sempre mantenuto il teatro come parte fondamentale della sua carriera, alternando ruoli drammatici e complessi sotto la direzione di importanti registi:
- Ha recitato in produzioni come Romeo e Giulietta (regia di Enrico D’Amato), Mirra (Luca Ronconi), Oreste (Giuseppe Patroni Griffi), Morte di un commesso viaggiatore (Orazio Costa), Zio Vanja (Peter Stein).
- Uno dei suoi lavori teatrali più recenti è il monologo Il cacciatore di nazisti – L’avventurosa vita di Simon Wiesenthal, scritto e diretto da Giorgio Gallione, che ha portato in scena la storia vera di Simon Wiesenthal, tra il racconto storico, la memoria e l’impegno civile.
Televisione: Tano Cariddi e la notorietà
- Girone divenne celebre al grande pubblico interpretando Tano Cariddi nella celebre serie televisiva La Piovra. Introduce il personaggio nel 1987, con la terza stagione, e lo manterrà fino alla settima stagione. Cariddi è il ragioniere corrotto, intelligente, lucido, simbolo della connivenza tra mafia e finanza.
- Oltre a La Piovra, ha preso parte a diverse fiction e serie recenti, anche internazionali, pur restando radicato nella scena italiana.
Cinema: ruoli italiani e internazionali
La filmografia di Girone è vasta e varia, tra commedia, dramma, produzioni d’autore e film hollywoodiani:
| Film / Titolo | Ruolo / Note significative |
|---|---|
| Roma rivuole Cesare (anni ’70) | Uno dei primi film. |
| Il Gabbiano di Marco Bellocchio (1977) | Particolare rilievo, film d’autore. |
| Corleone (1978) | Produzione italiana significativa. |
| Il viaggio di Capitan Fracassa (1990) di Ettore Scola | Uno dei ruoli con registi di fama. |
| Il gioiellino (2011) | Film contemporaneo, parte delle sue produzioni più recenti nel cinema italiano. |
| Ma cosa ci dice il cervello (2019) | Commedia italiana, dimostra la sua capacità di adattamento anche a generi più leggeri. |
| Le Mans ’66 – La grande sfida (Ford v Ferrari) | Nota interpretazione internazionale nel ruolo di Enzo Ferrari. |
| The Equalizer 3 – Senza tregua | Uno dei suoi ultimi ruoli cinematografici di rilievo internazionale. |
Vita privata e sfide personali
- Sposato dal 1982 con l’attrice Victoria Zinny.
- Ha vissuto a Monaco da anni.
- Ricordato anche per la forza con cui ha affrontato problemi di salute: durante La Piovra gli fu diagnosticato un tumore alla vescica; la sua moglie e i suoi avvocati lo difesero da una possibile sostituzione sul set.
Impatto e lascito
- Il carattere e la scrittura del personaggio di Tano Cariddi restano un punto di riferimento nella narrazione televisiva italiana della corruzione, della mafia e dei legami con la finanza.
- Girone ha saputo attraversare decenni, generi e platee diverse: dal teatro d’autore agli spettacoli popolari, dal cinema italiano al grande schermo internazionale.
- Il suo ultimo periodo ha confermato la sua versatilità: cinema, serie tv, teatro, impegno civile.
Remo Girone ci lascia un patrimonio artistico prezioso: la capacità di incarnare il male senza banalità, la tensione tra il dramma individuale e la responsabilità collettiva, una voce potente del teatro e della recitazione. La sua memoria vivrà nei ruoli indimenticabili, nei palchi che ha calcato e nei messaggi che ha saputo consegnare.