Il 1 e 2 novembre 2025, il Teatro Gioiello accoglie Raoul Bova in uno spettacolo intenso e profondo: Il nuotatore di Auschwitz, diretto e adattato da Luca De Bei.
Ispirato alla storia vera di Alfred Nakache, atleta francese di origini ebraiche e primatista mondiale di nuoto, lo spettacolo intreccia la sua incredibile vicenda con le riflessioni di Viktor E. Frankl, autore del celebre libro Uno psicologo nei lager.

La forza dell’acqua contro l’orrore

Nakache, deportato ad Auschwitz con il numero 172763, continuò ad allenarsi persino tra le baracche e le acque gelide del campo, trasformando la sopravvivenza in atto di resistenza.
Dopo la liberazione, tornò a nuotare, stabilendo nuovi record e partecipando alle Olimpiadi di Londra: una rinascita che oggi rivive sul palco attraverso la sensibilità e la potenza interpretativa di Raoul Bova.

Due uomini, un solo messaggio di vita

Nel testo di Luca De Bei, le figure di Nakache e Frankl diventano due volti della stessa medaglia: l’uno vive la resistenza attraverso il corpo e la volontà, l’altro la racconta con la forza del pensiero e della fede nell’essere umano.
Entrambi ci ricordano che, anche nel buio più fitto, è possibile cercare un senso, una direzione, una ragione per continuare a vivere.

“Vivere è certo anche sofferenza, ma cercare un senso a questa sofferenza è il modo per affrontare le sfide più dure che la vita ci presenta.

La visione registica di Luca De Bei

La messinscena di De Bei è essenziale ma visionaria. Le luci di Marco Laudando disegnano linee che evocano corsie di piscina e binari ferroviari, simboli di viaggio e destino.
I video di Marco Renda trasportano il pubblico in una dimensione sospesa tra memoria e sogno, mentre le musiche originali di Francesco Bova avvolgono la scena in una colonna sonora emozionale e intima.

L’intero impianto visivo e sonoro diventa metafora di una ricerca spirituale: un tuffo nell’anima, verso la possibilità di sopravvivere non solo al dolore, ma al vuoto che lascia.

Raoul Bova, un interprete d’anima

Con la sua presenza scenica sobria e intensa, Raoul Bova presta voce e corpo al coraggio di Alfred Nakache e al pensiero di Viktor Frankl. La sua interpretazione si muove tra forza fisica e fragilità emotiva, raccontando la resilienza come forma di fede.
Il suo percorso personale di atleta e attore aggiunge autenticità a un ruolo che chiede verità, empatia e rispetto.

Un teatro che parla all’oggi

Il nuotatore di Auschwitz non è solo un racconto di memoria, ma un invito a riflettere sul significato stesso dell’esistenza.
In un tempo in cui la violenza e l’indifferenza sembrano tornare a riaffiorare, lo spettacolo diventa testimonianza di come la dignità umana e la speranza restino gli strumenti più potenti per resistere all’orrore.

Informazioni utili

Teatro Gioiello – Torino
1 e 2 novembre 2025
Adattamento e regia: Luca De Bei
Costumi: Francesca Schiavon
Luci: Marco Laudando
Video: Marco Renda
Musiche originali: Francesco Bova
Con Raoul Bova

Con Il nuotatore di Auschwitz, Raoul Bova e Luca De Bei offrono al pubblico un’esperienza teatrale intensa e necessaria.
Un racconto che unisce corpo, mente e spirito per ricordarci che anche nell’abisso dell’umanità è possibile trovare la luce.
Un tuffo nella memoria, ma anche – e soprattutto – un invito alla speranza.