Durante il convegno “Libertà di fede, Credo e Coscienza: Diritto fondamentale per la Convivenza e l’Integrazione Europea”, Raffaella Di Marzio ha portato un intervento toccante e profondo, sottolineando l’importanza di preservare la luce dei valori umani di fronte alle ombre della discriminazione e delle violazioni dei diritti.
Diritti umani e istituzioni: la luce di David Sassoli nel convegno sull’integrazione europea
Ringraziando gli organizzatori dell’UPF e ricordando la figura di David Sassoli, Di Marzio ha posto l’accento sul ruolo delle istituzioni e sul valore della comunicazione dei diritti umani. Ha citato la commissione di Liliana Segre, lodandone il lavoro contro ogni forma di odio e discriminazione, e ha sottolineato come iniziative concrete possano proteggere le persone più vulnerabili, come nel caso della legge contro le spose bambine in Italia.
Uno dei punti chiave del suo intervento ha riguardato le violazioni dei diritti umani perpetrate attraverso i media, dove la disinformazione e gli stereotipi spesso alimentano l’odio verso minoranze religiose e spirituali, influenzando la vita di bambini, famiglie e individui emarginati o persino esclusi da comunità religiose.
Testimoni di Geova in Russia e persecuzioni religiose: quando la religione di maggioranza collabora con lo Stato
Di Marzio ha poi affrontato un tema delicato e poco trattato: la persecuzione religiosa nel mondo, soffermandosi in particolare sul caso della feroce persecuzione dei Testimoni di Geova in Russia. Ha spiegato come in alcuni Paesi la religione di maggioranza collabori con lo Stato per intensificare la repressione contro le minoranze religiose, rendendo la persecuzione più sistematica e diffusa. Questo fenomeno, ha sottolineato, non è isolato: religioni di maggioranza in un contesto possono essere persecutrici, mentre in un altro subiscono a loro volta discriminazioni.
Un altro aspetto grave evidenziato è la pratica della “deprogrammazione” in alcune chiese cristiane minoritarie, dove giovani vengono forzati a cambiare religione, talvolta con violenze fisiche e psicologiche, a dimostrazione di quanto la violazione dei diritti umani possa manifestarsi anche all’interno di contesti religiosi familiari e apparentemente sicuri. Di Marzio ha condiviso testimonianze dirette di sopravvissuti a questi abusi, rendendo evidente l’impatto devastante di tali pratiche.
Prevenzione, conoscenza e speranza: il ruolo delle nuove generazioni nella tutela dei diritti
Nonostante le ombre pesanti, l’intervento di Di Marzio si è chiuso con un messaggio di speranza: la prevenzione dei fenomeni di discriminazione e violazione dei diritti passa attraverso la conoscenza dell’altro, la diffusione di informazioni corrette e la collaborazione con le istituzioni. Le nuove generazioni, secondo la studiosa, rappresentano il fondamento di questa speranza, poiché la cultura del rispetto e della tolleranza può crescere solo attraverso l’educazione e la consapevolezza.
In conclusione, Raffaella Di Marzio ha ricordato che il lavoro di tutela dei diritti umani richiede attenzione costante, denuncia delle violazioni e promozione della conoscenza reciproca: “Le ombre non devono spegnere la luce”, ha affermato, ribadendo l’importanza di non rassegnarsi mai davanti alle ingiustizie.