A Cannes 2026, tra le presenze più sorprendenti e autorevoli della sezione fuori concorso, spicca il ritorno di Pino Donaggio, compositore e autore tra i più riconoscibili del cinema internazionale. Accanto al regista danese Nicolas Winding Refn, Donaggio presenta la colonna sonora di Her Private All, un thriller-horror che segna un nuovo capitolo nella sua lunga carriera cinematografica.
Un incontro tra due visioni opposte e complementari: da una parte la classicità melodica della musica di Donaggio, dall’altra l’estetica provocatoria e visionaria di Refn.
Da “Io che non vivo” al cinema internazionale
Prima ancora del cinema, Pino Donaggio è stato una voce centrale della musica italiana. Il successo mondiale arriva con Io che non vivo (senza te), brano simbolo che ha venduto milioni di copie e attraversato generazioni, diventando una delle canzoni italiane più riconoscibili all’estero.
Da lì, il passaggio naturale al cinema avviene attraverso un linguaggio musicale già fortemente narrativo, capace di evocare immagini e atmosfere.
Il compositore dei grandi maestri del cinema
Nel corso della sua carriera, Donaggio ha costruito un percorso unico nel panorama delle colonne sonore, collaborando con alcuni dei registi più importanti del cinema internazionale.
Tra questi:
- Brian De Palma
- Dario Argento
- Pupi Avati
- Joe Dante
Un itinerario che attraversa generi diversi, dal thriller psicologico al cinema horror, fino al melodramma e alla commedia, sempre mantenendo una cifra stilistica riconoscibile: la centralità del tema musicale come elemento emotivo e narrativo.
L’incontro con Nicolas Winding Refn
Con Her Private All, Donaggio aggiunge un nuovo nome alla sua filmografia: Nicolas Winding Refn, regista noto per il suo cinema estetico, estremo e altamente stilizzato.
Il progetto, presentato fuori concorso al Festival di Cannes, nasce da un’idea chiara del regista danese: trattare la musica come una vera e propria opera.
Donaggio racconta un processo creativo insolito, quasi inverso rispetto alla prassi cinematografica tradizionale: un lungo confronto iniziale ha portato alla creazione di una composizione strutturata come un concerto di circa 25 minuti, da cui Refn ha poi selezionato i temi da utilizzare nel film.
Una collaborazione difficile e stimolante
Il compositore non nasconde le difficoltà del lavoro con il regista danese, definito molto esigente e preciso nella costruzione sonora del film.
Allo stesso tempo, Donaggio sottolinea come questa esperienza sia stata tra le più complesse e lunghe della sua carriera recente, proprio per la natura quasi “operistica” del progetto.
Refn, dal canto suo, ha sempre considerato Donaggio una fonte di ispirazione fondamentale per il proprio cinema, tanto da utilizzarne spesso le musiche durante le riprese dei suoi film.
Un dialogo tra cinema e memoria musicale
Il rapporto tra i due artisti si costruisce così come un dialogo tra epoche e linguaggi: la tradizione melodica italiana incontra l’estetica contemporanea del cinema europeo più radicale.
Donaggio costruisce temi diversi per il film, modulati sulle emozioni delle scene: dall’amore ai momenti più inquieti, fino a sequenze più intime e quotidiane.
Cannes come punto di continuità, non di arrivo
Per Pino Donaggio, il ritorno a Cannes non è una celebrazione del passato, ma la conferma di una carriera ancora in movimento.
Il compositore stesso sottolinea con ironia la sua longevità artistica, ricordando il suo esordio nel cinema internazionale e lasciando intendere che il percorso non è affatto concluso.
Her Private All segna un nuovo capitolo nella carriera di Pino Donaggio, confermando il suo ruolo centrale nella storia della musica da film.
A Cannes 2026, il suo incontro con Nicolas Winding Refn diventa simbolo di un cinema in cui la musica non accompagna semplicemente le immagini, ma le costruisce, le deforma e le trasforma in esperienza sensoriale totale.