Una mostra fotografica tra pop, provocazione e memoria
Il Museo Nazionale del Cinema di Torino accende i riflettori su un periodo cruciale della cultura visiva italiana con la mostra Pazza Idea. Oltre il ’68: icone pop nelle fotografie di Angelo Frontoni, visitabile dal 20 settembre 2025 al 9 marzo 2026. Curata da Carlo Chatrian insieme a Roberta Basano ed Elena Boux, l’esposizione ripercorre gli anni Settanta e Ottanta attraverso l’obiettivo ironico e barocco di uno dei più iconici fotografi italiani, Angelo Frontoni.
Una narrazione fatta di volti, corpi e sguardi che raccontano non solo il mondo dello spettacolo, ma anche le tensioni, le rivoluzioni e le contraddizioni di un’epoca in cui la fotografia era al tempo stesso documento e provocazione.
Angelo Frontoni e il suo sguardo barocco sulla celebrità
Autodidatta e visionario, Angelo Frontoni (1929–2002) ha ritratto per decenni le star del cinema, della TV e della moda con uno stile inconfondibile, capace di mescolare seduzione e ironia, rigore e provocazione. I suoi scatti, apparsi su riviste internazionali come Paris Match, Stern, Photo, Sunday Times e persino sul Playboy americano, restituiscono il fascino di un mondo che viveva tra la ribalta e la trasgressione, tra la scena e il sogno.
Questa mostra, fortemente voluta dalla Fondazione Museo del Cinema, valorizza per la prima volta in modo organico l’Archivio Angelo Frontoni, acquisito nel 2004 e composto da oltre 546.000 immagini. Un patrimonio unico che diventa oggi anche racconto del Museo stesso e del lavoro di chi ne custodisce la memoria.

Un viaggio visivo immersivo tra cinema, musica e fotografia
Il percorso espositivo si apre nell’Aula del Tempio della Mole Antonelliana, dove tre schermi giganti sospesi a 18 metri d’altezza accolgono i visitatori con una selezione dinamica di immagini e filmati. Qui le fotografie fluttuano visivamente in uno spazio che unisce immaginazione e memoria collettiva, mentre le proiezioni sui grandi schermi propongono sequenze tratte da film che vedono protagonisti i volti ritratti da Frontoni.
Lungo la Rampa Elicoidale, cuore dell’allestimento, si snoda il nucleo centrale della mostra: oltre 200 fotografie originali che ritraggono 62 celebrità, da Brigitte Bardot a Jane Fonda, da Ringo Starr a Claudia Cardinale, da Ilona Staller a Moana Pozzi, da Patty Pravo a Loredana Berté, fino a Raffaella Carrà e le gemelle Kessler. Sono volti e corpi che, ancora oggi, interrogano lo spettatore e riflettono su temi come identità di genere, trasgressione, provocazione e rappresentazione.
L’identità tra ieri e oggi, nel segno della fotografia
Le immagini, riprodotte da diapositive originali nei formati 35mm, 6×6 e 6×9, mantengono una sorprendente attualità. In esse non c’è solo la bellezza di un’epoca, ma una riflessione ancora viva sul ruolo della fotografia nello spazio pubblico e nel dibattito culturale.
Come sottolinea Carlo Chatrian, direttore del Museo, “le fotografie di Frontoni provocano un doppio sentimento: nostalgia e resistenza, memoria e critica. Sono immagini che sfidano il presente e si oppongono alla normalizzazione dello sguardo”. Non semplici ritratti, dunque, ma dispositivi visivi capaci di rivelare la natura più profonda della rappresentazione e del desiderio.

Un’esperienza multisensoriale tra playlist, cinema e selfie
La mostra non è solo da vedere, ma da vivere. I pannelli espositivi sono ispirati a titoli di canzoni simbolo dell’epoca e accompagnano il visitatore in un viaggio sensoriale. Una playlist su Spotify, curata dal Museo, è disponibile per completare l’immersione: brani rock e pop internazionali che dialogano con le immagini in mostra e con la sensibilità estetica di Frontoni.
Anche l’esterno del museo partecipa all’allestimento: quattro pannelli a specchio sulla cancellata della Mole Antonelliana offrono la possibilità di interagire direttamente con la mostra. I passanti possono scattarsi un selfie con Jane Fonda, Edwige Fenech, Raffaella Carrà o le gemelle Kessler, creando un cortocircuito tra realtà e rappresentazione, tra icona e spettatore.
Un ponte tra generazioni nel nome della libertà espressiva
Pazza Idea è molto più di una retrospettiva: è una riflessione contemporanea sull’identità e sull’immaginario collettivo. Le fotografie di Angelo Frontoni non raccontano solo un’epoca d’oro della cultura italiana, ma stabiliscono un ponte diretto con il presente. Un presente che continua a interrogarsi su temi come il corpo, la libertà, il genere e la memoria.
In un’epoca segnata dalla sovraesposizione visiva, l’ironia e l’eccesso di Frontoni si rivelano ancora una volta strumenti critici, capaci di resistere all’omologazione e di rilanciare la fotografia come spazio di senso, emozione e consapevolezza.