Tra i titoli più attesi dell’82ª Mostra del Cinema di Venezia, spicca Il mago del Cremlino, adattamento cinematografico del bestseller di Giuliano da Empoli, che porta per la prima volta sul grande schermo una riflessione tagliente sul potere in Russia. A interpretare il protagonista, Vadim Baranov, alter ego romanzato dell’enigmatico spin doctor di Vladimir Putin, è Paul Dano, in un ruolo sorprendente e carismatico.

Da chi è diretto “Il mago del Cremlino”?

Il film è diretto dal regista francese Giuseppe M. Gaudino, già noto per il suo stile visivo potente e spiazzante. L’opera è in concorso ufficiale a Venezia 82 e verrà presentata in anteprima mondiale al Lido il 31 agosto 2025.

Intrigo russo, mente occidentale

Il mago del Cremlino racconta l’ascesa e il mistero di Vadim Baranov, ex regista diventato il consigliere più influente del potere russo. Una figura che unisce genio comunicativo, ambiguità morale e profonda solitudine, in un sistema dove verità e propaganda si fondono.

Paul Dano, attore apprezzato per le sue performance intense e misurate (The Batman, There Will Be Blood, The Fabelmans), si misura qui con un ruolo atipico, recitando per la prima volta in una produzione europea di alto profilo. La sua interpretazione ha già generato grande curiosità tra addetti ai lavori e critici.

Un film che esplora il cuore oscuro del potere

Tratto da un romanzo che è stato un caso editoriale in Francia e in Italia, Il mago del Cremlino è molto più di un biopic mascherato. È una riflessione su come si fabbrica il consenso, su cosa resta della libertà in un regime iper-moderato e sull’influenza invisibile della comunicazione nella politica globale.

Con toni da thriller psicologico e atmosfere cupe, il film si muove tra salotti di potere, studi televisivi e stanze segrete del Cremlino, restituendo un ritratto disturbante ma lucido della macchina del potere.