Pamela Anderson, la rinascita passa da Venezia

Per anni il volto di Pamela Anderson è rimasto indissolubilmente legato a Baywatch e alla celebre bagnina che negli anni Novanta aveva conquistato il pubblico televisivo di tutto il mondo. Oggi, però, l’attrice sta vivendo una nuova stagione professionale, lontana dagli stereotipi che ne hanno accompagnato la fama. A soli due anni dalla svolta di The Last Showgirl, la sua rinascita artistica arriva anche al Lido di Venezia con Place to Be.

Pamela Anderson sul Red Carpet di Venezia 83, (foto: Alberico Bortolin)

Pamela Anderson a Venezia: il ritorno da protagonista

Da Baywatch a The Last Showgirl: la seconda vita di Pamela Anderson

La carriera di Pamela Anderson, che conta oltre 40 titoli tra cinema e televisione, ha trovato una nuova direzione grazie al ruolo intimo e intenso affidatole da Gia Coppola in The Last Showgirl. L’interpretazione le è valsa una candidatura ai Golden Globe, contribuendo a cambiare la percezione di un’attrice rimasta per lungo tempo legata soprattutto all’immagine di Baywatch.

Da allora sono arrivati altri progetti importanti. Tra questi il sequel di Una pallottola spuntata, accanto a Liam Neeson, e Rosebush Pruning di Karim Aïnouz, thriller familiare presentato quest’anno alla Berlinale.

Il percorso continua ora alla Mostra del Cinema di Venezia, dove Anderson debutta con Place to Be, il road movie diretto da Kornél Mundruczó e presentato fuori concorso.

Pamela Anderson sul Red Carpet di Venezia 83, (foto: Alberico Bortolin)

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Place to Be: Anderson al fianco di Ellen Burstyn e Taika Waititi

In Place to Be, Pamela Anderson interpreta Molly, la figlia di Brooke, personaggio affidato a Ellen Burstyn, Leone d’Oro alla carriera 2026. Nel film c’è anche Taika Waititi, che interpreta Nelson.

Al centro della storia c’è un incontro apparentemente improbabile. Brooke è una donna mite e riservata, mentre Nelson è molto più giovane di lei. I due si ritrovano uniti da una missione singolare: riportare al legittimo proprietario Intruder, un piccione da gara smarrito.

Da questo viaggio nasce un grande amore platonico, mentre i protagonisti si confrontano con le proprie fragilità e con un passato che continua a pesare sulle loro vite.

Anderson veste i panni di Molly, la figlia di Brooke, una donna che sta cercando di rialzarsi dopo un periodo particolarmente difficile.

In conferenza stampa, Ellen Burstyn ha raccontato di essere rimasta inizialmente sorpresa dalla scelta di Anderson come interprete della figlia. L’attrice non le sembrava adatta al ruolo, almeno sulla carta. Tutto è però cambiato al primo incontro: dopo aver conosciuto Anderson, Burstyn ha capito immediatamente che sarebbe stata credibile come sua figlia e ha raccontato di aver provato subito affetto per lei, definendola una persona meravigliosa.

Per Anderson, Place to Be rappresenta un ulteriore tassello di quella trasformazione professionale iniziata con The Last Showgirl: ruoli più complessi, cinema d’autore e collaborazioni con registi lontani dall’immagine glamour che per anni l’ha definita.

Pamela Anderson, Murray Bartlett e Taika Waititi a Venezia 83, (foto: Alberico Bortolin)

Place to Be, il viaggio di Waititi e Burstyn a Venezia

A Venezia il racconto più personale: dall’epatite C alla rinascita

Il debutto cinematografico al Lido è arrivato a pochi giorni da un altro momento significativo per Anderson. Durante la sesta edizione del gala amfAR Venezia, organizzato al Molino Stucky, l’attrice ha ricevuto un riconoscimento e ha condiviso con il pubblico uno dei capitoli più difficili della propria vita.

Alla fine degli anni Novanta le era stata diagnosticata l’epatite C, in un’epoca in cui non esisteva ancora una cura. Anderson ha ricordato come quella diagnosi fosse stata vissuta come una condanna a morte.

Il medico le aveva detto che probabilmente le restavano circa dieci anni di vita. Una prospettiva che, come ha raccontato l’attrice, ha finito per influenzare profondamente le sue decisioni. Non era tanto la paura della morte a sconvolgerla, quanto il pensiero di ciò che sarebbe potuto accadere ai suoi figli, allora ancora piccoli.

Dieci anni dopo è arrivata la cura. Oggi Anderson può raccontare di essere completamente guarita dall’epatite C e di non considerarsi una vittima, ma una vincitrice.

Un’esperienza che ha inevitabilmente cambiato il suo modo di guardare alla vita. Durante il gala veneziano l’attrice ha condiviso anche il suo personale mantra: essere bravi in qualcosa significa conquistare una forma di libertà.

Il gala amfAR Venezia, uno degli appuntamenti glamour più attesi tra gli eventi collaterali alla Mostra, ha inoltre raccolto fondi destinati alla ricerca contro l’AIDS. I biglietti hanno raggiunto cifre particolarmente elevate, con tavoli arrivati fino a 100 mila euro.

A presentare la serata è stato proprio Taika Waititi, compagno di set di Anderson in Place to Be.

Pamela Anderson senza trucco sul red carpet di Venezia

Anche al photocall di Place to Be Pamela Anderson ha confermato la scelta estetica che negli ultimi anni ha accompagnato la sua nuova immagine pubblica: si è presentata senza trucco, come accade sempre più spesso nelle sue apparizioni ufficiali.

L’attrice ha invece saltato la conferenza stampa del film, come previsto, evitando l’incontro con i giornalisti insieme agli altri protagonisti.

La scelta di mostrarsi al naturale è diventata negli ultimi anni una parte importante del nuovo percorso di Anderson. Dopo una carriera costruita anche intorno a un’immagine fortemente glamour, l’attrice sembra oggi interessata a mettere al centro soprattutto la persona e il lavoro.

La trasformazione, quindi, non riguarda soltanto i personaggi interpretati. È anche un cambiamento nel modo in cui Anderson decide di presentarsi al pubblico e di raccontare la propria storia.

Da Baywatch a The Last Showgirl, passando per il cinema indipendente e ora per Venezia 83, la sua carriera sembra avere trovato una nuova direzione.

I prossimi film: Pamela Anderson guarda ancora avanti

La rinascita professionale di Pamela Anderson non sembra destinata a fermarsi al Lido.

L’attrice ha già in cantiere diversi progetti importanti. Tra questi c’è Alma di Sally Potter, nel quale reciterà insieme a Dakota Fanning, e Maytreya di Jonathan Krisel, che la vedrà al fianco della rocker Debbie Harry.

Il percorso iniziato con The Last Showgirl sembra quindi destinato a proseguire con nuove sfide e collaborazioni sempre più prestigiose.

Per molto tempo Hollywood ha guardato a Pamela Anderson soprattutto attraverso il filtro della sua immagine più iconica. Oggi, invece, l’attrice sembra intenzionata a riscrivere quella narrazione attraverso il cinema, scegliendo personaggi più maturi e mettendosi alla prova in ruoli lontani dalla figura che l’ha resa famosa.

E se Baywatch resterà inevitabilmente una parte fondamentale della sua storia, il presente racconta un’altra Pamela Anderson: più libera, consapevole e pronta a vivere una seconda stagione della propria carriera.

Il passaggio dal personaggio televisivo che aveva conquistato il pubblico negli anni Novanta all’interprete applaudita per The Last Showgirl e oggi presente alla Mostra del Cinema di Venezia segna una trasformazione tutt’altro che marginale.

A Venezia, con Place to Be, questa nuova fase trova dunque un altro importante capitolo.

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