Secondo gli scienziati, il rischio di una catastrofe globale è al livello più alto mai registrato
L’Orologio dell’Apocalisse (Doomsday Clock) segna oggi 85 secondi alla mezzanotte, la soglia simbolica che rappresenta una catastrofe globale per l’umanità. Mai, dalla sua creazione nel 1947, le lancette erano state così vicine al punto di non ritorno. Ad annunciarlo è il Bulletin of the Atomic Scientists, la rivista scientifica fondata nel 1945 da Albert Einstein, che da oltre settant’anni monitora i rischi esistenziali per il pianeta.
Il messaggio che accompagna l’ultimo aggiornamento è chiaro e inquietante: l’uomo sta raccogliendo ciò che ha seminato. Un concetto che trova eco anche nelle Scritture:
«Non illudetevi: di Dio non ci si può beffare. Quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà» (Lettera ai Galati 6:7).
Da 89 a 85 secondi: un passo in più verso la mezzanotte
Nel 2025 le lancette erano già state spostate a 89 secondi dalla mezzanotte. Oggi, con il passaggio a 85 secondi, l’umanità entra in una zona che gli stessi scienziati definiscono estremamente pericolosa. Un anno fa, il Bulletin aveva lanciato un allarme preciso: senza un’inversione di rotta immediata, il rischio di una catastrofe sarebbe aumentato. L’avvertimento, però, è rimasto inascoltato.
Secondo gli esperti, Russia, Cina, Stati Uniti e altre grandi potenze hanno accentuato politiche aggressive, nazionaliste e antagoniste, minando la cooperazione internazionale necessaria per affrontare le minacce globali.
Non solo nucleare: le nuove minacce dell’Orologio dell’Apocalisse
Se inizialmente il Doomsday Clock misurava esclusivamente il rischio di guerra nucleare, oggi il suo calcolo include una pluralità di fattori che mettono in pericolo la sopravvivenza della civiltà umana:
- Conflitti armati e riarmo nucleare
- Cambiamento climatico e inquinamento ambientale
- Rischi biologici e pandemici
- Uso improprio delle biotecnologie
- Sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale
Queste minacce non agiscono in modo isolato, ma si rafforzano a vicenda, creando uno scenario globale sempre più instabile.
Leadership assente e diritti umani violati
Uno degli elementi più critici evidenziati dal Bulletin è la crisi della leadership globale. Secondo il Science and Security Board, troppi leader si mostrano compiacenti o indifferenti, adottando politiche che accelerano i rischi invece di ridurli.
A questo si aggiunge la sistematica violazione dei diritti umani in diverse aree del mondo. Dai conflitti armati alle repressioni interne, passando per regimi autoritari e guerre dimenticate — come in Russia, Eritrea, Cina e altre regioni — il prezzo pagato dalle popolazioni civili è altissimo. Anche questo contribuisce ad avvicinare le lancette alla mezzanotte.
L’annuncio per il 2026: “Mai così vicini alla catastrofe”
L’aggiornamento dell’Orologio dell’Apocalisse per il 2026 è stato annunciato in diretta streaming da una commissione internazionale composta da sette esperti, tra cui la Premio Nobel per la Pace 2021 Maria Ressa e la presidente e CEO del Bulletin, Alexandra Bell.
«Gli 85 secondi rappresentano il valore più vicino alla catastrofe che si sia mai visto», spiegano gli scienziati. Tuttavia, l’orologio non è solo un simbolo di paura: è anche una chiamata all’azione, un invito a governi e cittadini a cambiare rotta prima che sia troppo tardi.
Armageddon: una metafora antica, un rischio moderno
Nel Libro dell’Apocalisse, Armageddon rappresenta il luogo dello scontro finale, il risultato ultimo della corruzione, della violenza e dell’arroganza umana ( in realtà secondo i testi sacri quello sarà il giorno in cui Dio farà i conti con coloro che hanno rovinato la terra). Oggi, secondo molti osservatori, quel concetto non va letto solo in chiave religiosa, ma anche simbolica.
Guerre, devastazione ambientale, disuguaglianze estreme e perdita di valori comuni stanno conducendo l’umanità verso un punto critico. L’Orologio dell’Apocalisse diventa così il riflesso scientifico di una verità antica: le conseguenze delle azioni umane non possono essere ignorate all’infinito.
C’è ancora tempo per fermare le lancette?
Nella sua storia, il Doomsday Clock non si è mosso solo in avanti. Nel 1991, con la fine della Guerra Fredda, le lancette furono arretrate fino a 17 minuti dalla mezzanotte, il momento più rassicurante mai registrato. Questo dimostra che il cambiamento è possibile.
Ma il messaggio degli scienziati è inequivocabile: il tempo di agire è ora. Senza cooperazione, responsabilità e rispetto per la vita umana e per il pianeta, l’umanità rischia davvero di arrivare a quella mezzanotte che, da decenni, l’Orologio dell’Apocalisse tenta di evitare.