Michelle Yeoh, icona mondiale del cinema d’azione e delle arti marziali, ha ricevuto l’Orso d’Oro alla Carriera 2026 al Festival Internazionale del Cinema di Berlino. L’attrice malaysiana, nota anche come Michelle Khan, ha collezionato negli anni successi come Yes, Madam, Wing Chun, il ruolo di Wai Lin in Il domani non muore mai e l’Oscar per Everything Everywhere All at Once.
Alla conferenza stampa, Yeoh ha raccontato il percorso che l’ha portata a Hollywood: «È stata dura rompere gli stereotipi. Quando sono arrivata, mi assegnavano ruoli da ragazza cinese a Chinatown, mai professioni comuni come medico o giornalista. Ho imparato a dire di no, ed è grazie a quei no che sono qui con questo Orso d’Oro».
Lotta contro stereotipi, ageismo e minoranze
L’attrice ha parlato apertamente dei problemi che persistono a Hollywood: «Le donne e le minoranze sono ancora sottorappresentate. L’industria sta cambiando lentamente. Dopo Crazy Rich Asians e Everything Everywhere, qualcosa si muove, ma non abbastanza».
Yeoh ha criticato la dipendenza dagli algoritmi per produrre film e ha ribadito l’importanza di raccontare storie con coraggio e sentimento umano: «Non voglio che le storie vengano decise da una macchina. Serve il feeling con le persone vere».
La carriera tra rischi e paure
Dai primi film d’azione come Supercar agli stunt estremi, Michelle Yeoh ha sempre affrontato la paura con coraggio. Racconta di un incidente sul set salvata da Quentin Tarantino, che l’ha guidata fotogramma per fotogramma. «Correre rischi fa parte della vita, ma bisogna che siano calcolati», afferma l’attrice.
Oggi, tra premi e riconoscimenti internazionali, Yeoh continua a girare tra Asia ed Europa: impegnata in The Wandering Earth 3 e nel cortometraggio Sandiwara con Sean Baker, mantiene un’agenda intensa e non accetta di essere definita dall’età o dai pregiudizi di Hollywood: «Farò del male perché voglio farlo e posso ancora farlo».
Stella sulla Walk of Fame e futuro
La celebrazione a Berlino precede un’altra importante onorificenza: la stella sulla Hollywood Walk of Fame. «Ricordo la prima volta che l’ho visitata, guardavo i nomi dei miei eroi. Ora ci sarà anche il mio», racconta Yeoh, che considera registi come Ang Lee e Jon M. Chu parte della sua famiglia cinematografica.
Con progetti come Avatar 4 in attesa del via libera di James Cameron, Michelle Yeoh continua a muoversi tra cinema d’autore, azione e produzioni internazionali, rimanendo un simbolo di determinazione e cambiamento nell’industria cinematografica globale.