A 34 anni dalla diagnosi che ha cambiato la sua vita, Michael J. Fox continua a guardare al futuro con coraggio e creatività. Intervistato da People, che lo ha dedicato alla copertina del numero di ottobre, l’attore, autore e attivista ha parlato del suo nuovo libro, Future Boy, del suo recente ritorno in televisione e della quotidiana convivenza con la malattia.

Il libro Future Boy: tra ricordi e riscoperta

Il prossimo 14 ottobre uscirà Future Boy, scritto in collaborazione con Nelle Fortenberry (autore anche di Still: A Michael J. Fox Movie). Il libro ripercorre un anno cruciale nella carriera di Fox, il 1985, quando riuscì a gestire simultaneamente le riprese della sitcom Family Ties (Casa Keaton) e del film Back to the Future.

Fox racconta che spesso lavorava di giorno per la serie TV e di notte per il film, con turni intensi e sacrifici fisici: “La produzione mi disse: “Se vuoi farlo, fai la sitcom di giorno e il film la notte, ma non voglio sentirti dire che non ce la fai””.

L’edizione audio di Future Boy sarà narrata dallo stesso Fox e includerà interviste, suoni del film e inserti musicali originali.

Ritorno in TV: Shrinking e un ruolo speciale

Dopo essersi ritirato dalle scene nel 2020 per le difficoltà legate alla malattia, Fox è tornato in qualità di guest actor nella terza stagione della serie Shrinking su Apple TV+.

«C’è sempre un momento in cui dico addio», scherza l’attore, consapevole della fragilità ma motivato a fare ciò che gli è ancora possibile.

Questo ritorno testimonia la sua volontà di confrontarsi con la malattia anche attraverso l’arte, portando un’esperienza vissuta nel racconto di un personaggio che condivide – in parte – la sua condizione.

La battaglia quotidiana con il Parkinson

Fox ha parlato apertamente delle difficoltà che l’avanzare della malattia comporta: si sveglia ogni mattina ascoltando i segnali del suo corpo, adeguando le attività in base a come si sente. «Capisco come andrà la giornata dal feedback del mio fisico e cerco di adattarmi» ha detto.

Uso della sedia a rotelle, adattamento dei ritmi e ascolto di sé sono diventati parte della routine. Nonostante tutto, continua a mantenere un atteggiamento positivo e attivo, pur riconoscendo le limitazioni progressivamente imposte dalla malattia.

In interviste precedenti aveva dichiarato: “La malattia peggiora, diventa più difficile ogni giorno… ma l’ottimismo è sostenibile”.

Famiglia, amore e motivazioni

Michael J. Fox è sposato con Tracy Pollan da 37 anni. Dal loro matrimonio sono nati quattro figli: Sam (36), le gemelle Aquinnah e Schuyler (30), e Esmé (23).

Nel corso dell’intervista, Fox ha definito la moglie «la persona con cui parlo per prima e per ultima ogni giorno».

La famiglia è per lui un pilastro fondamentale: non solo come sostegno affettivo, ma come compagna nel percorso di attivismo culturale e medico attraverso la Michael J. Fox Foundation.

Impegno e la fondazione per la ricerca sul Parkinson

Fox non ha limitato il suo impegno alla narrazione personale. È stato uno dei fondatori della Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Research, nata nel 2000, che oggi è tra le organizzazioni più influenti nel finanziamento della ricerca per il Parkinson.

Con il 25º anniversario nel 2025, la fondazione ha sovvenzionato studi che hanno portato a scoperte sui biomarcatori della malattia e strategie di diagnosi precoce.

Fox ha spesso ribadito che il suo obiettivo ultimo è che la fondazione «vada fuori business», nel senso che un giorno il Parkinson possa essere prevenuto o curato in modo definitivo.

Il significato duraturo di Back to the Future e la cultura del “bullying”

Durante la promozione del suo libro, Fox ha ricordato che Back to the Future resta attuale anche perché affronta il tema del bullismo: «Viviamo in una cultura di bulli, e questo film parla di vedere i più “piccoli” che si difendono».

Nel libro racconta anche dei retroscena del film: inizialmente l’attore Eric Stoltz era stato scelto per il ruolo di Marty McFly, ma poi sostituito con Fox, che dovette equilibrare le due produzioni in parallelo.

Questi aneddoti offrono non solo un ritratto privato dell’artista e della sua epoca, ma letture contemporanee che riguardano tematiche sociali universali.

Michael J. Fox non è solamente un’icona del cinema o della lotta contro una malattia devastante: è un modello di resilienza, trasformazione e sincerità. Con Future Boy, il ritorno in TV e il suo incessante impegno nella ricerca, continua a scrivere nuove pagine della propria storia, sfidando i limiti imposti dal Parkinson e offrendo una testimonianza potente e attuale.