Dopo il grande successo (oltre 600 milioni di dollari), tra controversie e polemiche, de La Passione di Cristo (2004), Mel Gibson torna con un sequel: “La Resurrezione del Cristo”. Il film è atteso tra il 2025 e il 2026 ed esplorerà gli eventi successivi alla crocifissione, aprendo a scenari metafisici e visioni corali della fede cristiana.

Dove si gira: Italia protagonista

Le riprese inizieranno ad agosto 2025 presso gli studi Cinecittà di Roma, in particolare nel nuovo Studio 22. Si girerà anche tra Matera, Altamura, Ginosa e Gravina‑Laterza, suggestive location italiane già scelte per il primo capitolo per la loro autenticità visiva.

Cast e tecnologia

  • Jim Caviezel tornerà nel ruolo di Gesù, con effetti di de‑aging in CGI per mantenere la continuità visiva dal primo film, nonostante il passare del tempo.
  • Confermati anche Maia Morgenstern (Maria) e Francesco De Vito (Pietro), mentre Monica Bellucci potrebbe riprendere il ruolo di Maria Maddalena.

Da cronaca biblica a “acid trip”

Gibson ha definito il sequel un vero e proprio “acid trip”: non una narrazione lineare, ma una struttura complessa che include la caduta degli angeli, un viaggio negli inferi (Sheol) fino alla resurrezione, con incursioni in altri regni e dimensioni. Il progetto è frutto di oltre cinque‑sette anni di scrittura, realizzato insieme al fratello Donal e allo sceneggiatore Randall Wallace (Braveheart).

Sfide e ambizioni

  • Rappresentare fedelmente un arco temporale di soli tre giorni dopo la crocifissione tenendo conto di oltre due decenni trascorsi tra i due film richiede un approccio tecnologico e narrativo complesso.
  • Gibson promette rigore storico-teologico: il film si propone di essere un’esperienza visiva e spirituale coinvolgente, correggendo presunte imprecisioni del primo lungometraggio.

Il rilancio del cinema italiano

La produzione, affidata a Icon Productions con la collaborazione di Lionsgate, valorizza completamente le location italiane e conferma Cinecittà come hub internazionale del cinema biblico e storico. Consultant‑film commission e incontri come quello di Gibson con il ministro della Cultura in loco testimoniano l’importanza strategica delle riprese in Italia.