Matilda De Angelis: “Il cinema cambi insieme alle donne”

Matilda De Angelis

Il cinema come specchio della società, la necessità di raccontare storie che abbiano un valore collettivo, il ruolo delle donne in un settore ancora segnato da profonde disparità e l’importanza di prendersi cura della propria salute mentale. Sono questi alcuni dei temi affrontati da Matilda De Angelis durante l’incontro con i giovani giurati del Giffoni Film Festival, dove l’attrice ha condiviso riflessioni personali e professionali che hanno conquistato il pubblico.

Premiata con il Giffoni Award e con il riconoscimento speciale dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, De Angelis ha dialogato con i ragazzi delle sezioni Generator +13, +16 e +18, raccontando il proprio percorso artistico e il significato che oggi attribuisce al mestiere dell’attore.

“Il cinema deve tornare a raccontare la società”

Tra gli argomenti più sentiti c’è stato il ruolo del cinema contemporaneo.

L’attrice ha ripreso il concetto espresso durante i David di Donatello, spiegando cosa intende quando parla della necessità di un ritorno al “cinema politico”.

«Intendevo il termine nel suo significato più autentico: ciò che riguarda la polis, la società. Il cinema deve tornare a raccontare il mondo in cui viviamo.»

Per De Angelis il cinema impegnato non coincide necessariamente con opere difficili o destinate a una nicchia di spettatori. Anche l’intrattenimento può affrontare temi sociali profondi.

«Una storia d’amore può essere politica. Romeo e Giulietta, ad esempio, racconta due famiglie divorate dalla lotta per il potere.»

L’eredità di Lidia Poët e il valore della libertà

Molti ragazzi hanno espresso il proprio apprezzamento per Lidia Poët, la serie che racconta la storia della prima donna italiana iscritta all’Ordine degli avvocati.

Per Matilda De Angelis interpretare quel personaggio ha rappresentato molto più di un semplice ruolo.

«Mi ha lasciato l’importanza di essere militanti, di battersi per i propri ideali e per una libertà collettiva che permetta alla società di progredire.»

L’attrice ha ricordato come ogni diritto conquistato oggi sia il risultato delle battaglie combattute dalle generazioni precedenti.

«Dobbiamo ringraziare chi ha lottato prima di noi perché ciò che sembrava impossibile diventasse realtà.»

Donne, cinema e rappresentazione: “L’ambiente resta maschiocentrico”

Uno dei passaggi più applauditi dell’incontro ha riguardato il ruolo femminile nell’industria cinematografica italiana.

Secondo De Angelis, il cambiamento è iniziato, ma il percorso è ancora lungo.

«Il cinema resta un ambiente maschiocentrico, con poche registe donne e ruoli non sempre gratificanti. Abbiamo la responsabilità di farci valere e di scrivere le storie che vogliamo vedere sullo schermo.»

Un concetto che si lega anche alla rappresentazione delle minoranze.

Parlando del film La vita da grandi, nel quale interpreta la sorella di un ragazzo nello spettro autistico, l’attrice ha raccontato di essersi battuta affinché quel personaggio fosse interpretato da una persona realmente autistica.

«La rappresentazione conta. È fondamentale dare spazio a chi vive davvero determinate esperienze.»

Terapia, successo e giovani: “Ho imparato a lasciare andare il controllo”

Nel corso dell’incontro Matilda De Angelis ha affrontato anche un tema molto personale: il rapporto con la notorietà.

Entrata nel mondo del cinema appena diciottenne, ha raccontato quanto sia stato difficile crescere sotto l’attenzione costante del pubblico.

«Essere esposta così presto ai giudizi e alle pressioni sul mio corpo mi ha costretta a una crescita prematura.»

Per affrontare questo percorso, l’attrice ha scelto di intraprendere un percorso psicoterapeutico che prosegue da sette anni.

«La terapia mi ha aiutata ad avere uno spazio sicuro in cui esprimermi e ad accettare che non posso controllare ciò che gli altri pensano di me. Posso concentrarmi solo su ciò che dipende da me.»

Un messaggio che ha trovato grande sintonia tra i giovani presenti al festival.

De Angelis ha poi rivolto un pensiero anche ai ragazzi che desiderano lavorare nel cinema, criticando un sistema che spesso rallenta il talento delle nuove generazioni.

«Trovo assurdo definire “giovane regista” chi realizza il primo film a quarant’anni. La forza creativa appartiene ai vent’anni e non dovrebbe andare sprecata.»

Un dialogo sincero con una generazione che chiede autenticità

L’incontro al Giffoni Film Festival non è stato soltanto una lezione di cinema, ma un confronto aperto su temi che attraversano la società contemporanea: parità di genere, salute mentale, rappresentazione, libertà e responsabilità.

Con il suo racconto, Matilda De Angelis ha mostrato ai giovani che il successo non cancella le fragilità e che la forza di un’artista non si misura soltanto nei ruoli interpretati, ma anche nella capacità di usare la propria voce per promuovere cambiamento e consapevolezza.

Il lungo applauso ricevuto al termine dell’incontro e il Giffoni Award consegnatole rappresentano il riconoscimento di un percorso artistico che continua a evolversi insieme a una generazione desiderosa di un cinema più inclusivo, autentico e capace di raccontare la complessità del presente.

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